Universo: un grande e complesso ologramma. La teoria è compatibile con i dati sperimentali.

space 1587393 640 300x200 - Universo: un grande e complesso ologramma. La teoria è compatibile con i dati sperimentali.E’ del 27 Gennaio 2017 la pubblicazione su Physical Review di uno studio che ha fornito importanti conferme sulla compatibilità statistica relativamente ai dati sperimentali del modello olografico dell’universo, un modello che assimilerebbe il nostro universo ad un grande e complesso ologramma.

La ricerca, frutto dello sforzo di fisici e astrofisici teorici di Regno Unito, Italia e Canada, della Sezione dell’INFN di Lecce, dell’Università del Salento in Italia, del Perimeter Institute e dell’Università di Waterloo in Canada si basa su una ipotesi formulata negli anni ’90 da diversi scienziati.

“L’idea alla base della teoria olografica dell’universo – spiega Corianò (ricercatore dell’INFN e professore di fisica teorica dell’Università del Salento) – è che tutte le informazioni che costituiscono la ‘realtà’ a tre dimensioni – più il tempo – siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno”.

Proprio come funzionano gli ordinari ologrammi in pratica, in cui una immagine tridimensionale è codificata in una superficie bidimensionale e la dimensione aggiuntiva viene generata a partire dalle informazioni presenti sulle due dimensioni (si potrebbe rappresentare il concetto pensando al cinema in 3D).

Ma come si applica tale teoria in ambito cosmologico?

Ecco, potremmo ipotizzare una rappresentazizone semplificata di tale formulazione olografica immaginando l’esistenza di una superficie ideale in cui tutta l’informazione dell’universo sia registrata, una sorta di lastra che contiene la “scena” di tutto l’universo.

Anche in quest’ultimo caso la dimensione aggiuntiva sarebbe generata a partire dalle informazioni presenti sulle due dimensioni.

Ritornando al punto: la cosa sensazionale è che i risultati dell’analisi dei dati conseguenti da tale teoria sono stati confrontati con i dati sperimentali satellitari sulla radiazione cosmica di fondo (Cosmic Microwave Background, CMB), ed i distinti valori risultanti sono risultati in effetti in accordo.

In accordo quindi sul modello corrente in cui il nostro universo versa in una fase di accelerazione dovuta alla presenza di energia oscura, della presenza della cosiddetta ‘costante cosmologica’ (chiamata Lambda), insieme alla materia oscura fredda (Cold Dark Matter, CDM), – modello che per tale motivo prende il nome di modello Lambda-CDM.

Alcune fonti:

http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.118.041301

https://arxiv.org/abs/1607.04878

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