Home

Scienza

Fisica quantistica, teoria della relatività, spazio, citazioni. L'universo non avrà più segreti dopo aver visitato questa sezione.

Cultura

Estratti da libri, riferimenti a testi, storie, racconti, leggende e tutto ciò che è cultura.

Passione Scrittura

Sezione dedicata a tutti coloro che amano scrivere. Consigli su come autopubblicarsi, studi e risorse utili per lo scrittore esordiente.

laser 260x165 - Il teorema di Bell, Einstein e gli assurdi effetti a distanza
Scienza

Il teorema di Bell, Einstein e gli assurdi effetti a distanza

Uno dei teoremi, le cui ripercussioni concrete sono tra le più controintuitive in assoluto, è certamente il teorema di Bell. Esso scaturisce dal paradosso EPR(Einstein-Rosen) ed è strettamente legato alla misura effettuata su una coppia di fotoni correlati. Vi ricordo che una coppia di particelle si dicono correlate se hanno caratteristiche simmetriche (cioè opposte o concordi). E’ il caso in cui quest’ultime hanno stesso asse di polarizzazione, stesso spin o spin opposto, quantità di moto uguale o opposta ecc. Ma in che modo possono essere prodotte particelle del genere? L’esperimento sulla correlazione quantistica di Alain Aspect, ad esempio, previde coppie di fotoni correlati nati dalla “disintegrazione” di un atomo di Calcio, per dirne uno. Ritornando comunque all’illustrazione dell’esperimento su cui si basa il famoso teorema di cui parlavamo, partiamo da questo assunto: si ponga al centro dell’apparato di misura una sorgente di fotoni correlati. Il settore A e il settore B sono separati da una distanza enorme su scala atomica (ipotizziamo diversi metri o anche chilometri, per noi è lo stesso). Ecco, compiendo una misura sul fotone del settore A (determinando quindi le sue caratteristiche, come ad esempio la sua polarizzazione) le leggi della Meccanica Quantistica ci assicurano la conoscenza …

Leggi Tutto
acceleratore cern opt 260x165 - Il paradosso della stanza cinese ed il collasso della funzione d'onda
Scienza

Il paradosso della stanza cinese ed il collasso della funzione d’onda

Conoscete il paradosso della stanza cinese? Appena qualche articolo fa abbiamo posto l’attenzione sul fatto che la realtà possa essere semplicemente il contenuto della nostra coscienza e che il collasso della funzione d’onda possa essere non un fenomeno fisico oggettivo, bensì un fenomeno psicologico soggettivo.Il concetto tanto famoso riguardo il fatto che quando ha luogo l’osservazione la funzione d’onda “collassa”, e in quell’esatto momento ci capiterà di trovare la particella osservata in un posto preciso, ormai dovrebbe essere diventato per noi familiare. Abbiamo quindi discusso del ruolo cardine che ha la coscienza dell’osservatore rispetto alla particella osservata anche illustrando l’esperimento della doppia fenditura. L’interrogativo che però vogliamo porci adesso, a completamento di quanto già discusso, è ancora più sfidante: cos’è la coscienza? Ed inoltre: un calcolatore (o magari un robot) potrebbe averne una? Se così fosse, lo strumento di misura e l’osservatore cosciente potrebbero in qualche modo coincidere; ci avete mai riflettuto? Ma partiamo dal principio (per fare ciò approfitto di un breve articolo scritto ad hoc dal mio amico Fiorenzo Foglia)… In epoca classica i più grandi pensatori dell’epoca si applicarono ad esaminare e scandagliare i misteri dell’esistenza: cosa è una mente? e una coscienza? ma sopratutto, è nato prima …

Leggi Tutto
halloween 1746329 640 260x165 - I fantasmi e la fisica quantistica
Scienza

I fantasmi e la fisica quantistica

Cosa potrebbero avere in comune i fantasmi e la fisica quantistica? Secondo Brian Cox, fisico di Oldham, Regno Unito, praticamente nulla. Ed il perché è presto detto: nel Modello Standard (la teoria fisica che descrive le forze fondamentali note e tutte le particelle elementari ad esse collegate) non c’è spazio per un mezzo o una sostanza che possa trasportare informazioni su ciò che è stato il corpo di un defunto prima della sua la morte e che riesca a sfuggire alle ricerche del Large Hadron Collider (il famoso LHC, l’acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra utilizzato per ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle). “Se vogliamo che ci sia uno schema persistente che porti informazioni sulle nostre cellule viventi, allora bisogna specificare in quale mezzo è inserito e come interagisce con la materia di cui è fatto il nostro corpo“, afferma Cox. “Dovremmo in altre parole inventare un’estensione del Modello Standard della Fisica delle particelle, che è passato inosservato nel Large Hadron Collider“, un’opzione che secondo Cox, professore alla Manchester University, è praticamente inconcepibile. “Se ci fosse una sostanza che guida i nostri corpi, facendo muovere le braccia e le gambe, dovrebbe anche interagire con le …

Leggi Tutto
arr - Dimensioni arrotolate: come immaginarsele
Scienza

Dimensioni arrotolate: come immaginarsele

Il nostro spazio fisico possiede solo 4 dimensioni apprezzabili alla nostra scala di grandezza e di ciò bisogna sempre tenere conto in qualsiasi teoria fisica; tuttavia, nulla vieta di per sé che una teoria possa affermare che vi sono delle dimensioni spaziali aggiuntive. Nel caso della teoria delle stringhe, vi sono evidenze secondo cui lo spazio-tempo richieda 10, 11 o addirittura 26 dimensioni. Ma queste dimensioni ulteriori dove sono nascoste? Il conflitto viene risolto immaginando che le dimensioni aggiuntive siano “arrotolate su se stesse” o meglio compattificate.Immaginiamo un tubo di gomma, praticamente uno di quelli utilizzati in giardino per irrigare le piante. Ipotizziamolo largo un centimetro, o poco più, di diametro; steso tra due pali a grande distanza, ad un chilometro o più da noi. Ovviamente risulterebbe impossibile per noi distinguere il suo spessore e dovremmo ridurci a descriverlo semplicemente come una linea; cioè come un oggetto a una sola dimensione (seppur coscienti dell’esistenza di una dimensione in più). Teoricamente però, una formica potrebbe muoversi nelle due dimensioni, cioé  lungo e attorno al tubo, ma  il suo movimento attorno al tubo non sarebbe praticamente percepibile a distanza. Sappiamo dell’esistenza di una dimensione avvolta su se stessa, ma quest’ultima  non avrebbe …

Leggi Tutto
sunbeam 76825 640 260x165 - Che cosa è un anno luce?
Scienza

Che cosa è un anno luce?

Capita spesso, ai neofiti, di fraintendere cosa realmente sia un “anno luce”. Beh, scopriamo subito le carte: un anno luce, non è una misura temporale, ma piuttosto è una misura di distanza usata in astronomia. Come evidenziato dal nome, corrisponde alla distanza percorsa dalla luce nel vuoto nell’arco di un anno. Alternativamente può essere pensata come la distanza che un qualsiasi oggetto percorrerebbe se viaggiasse a velocità uguale a quella della luce nel vuoto (la quale è ben di quasi 300.000 chilometri al secondo!). Ma in quanto tempo ci è tuttora concesso percorrere tale distanza? Considerando che la velocità di fuga dalla Terra è di circa 40.000 km/h, sfruttando per le nostre sonde il cosiddetto “effetto fionda” attorno a vari pianeti, possiamo ad esempio ipotizzare di lanciare una navicella fino a 80.000 km/h (come nel caso della sonda spaziale New Horizons). La cosa però non è molto incoraggiante se ci pensate, perché facendo due conti, una navicella che viaggia a a 80.000 km/h percorre 1 anno luce in circa 13.500 anni. Tantissimo!

Leggi Tutto
time 1739625 640 - Il contrasto secolare tra Relatività e Meccanica Quantistica
Scienza

Il contrasto secolare tra Relatività e Meccanica Quantistica

Da cosa ha avuto origine tutto? Questo è certamente uno dei quesiti cardine dell’esistenza umana. Ecco, alcune soluzioni particolari della Relatività Generale prevedono che il tempo avesse avuto un inizio ed una fine. In pratica, immaginando di tornare indietro nel tempo, l’idea è che vi sareste potuti trovare in una situazione in cui, tutto lo spazio, quindi tutta la materia, convergesse in un unico punto a densità infinita. Un punto piccolissimo, ma dalla gravità spaventosamente grande. Il nostro universo, per definizione, contiene tutto quello che è stato prodotto al momento del Big Bang, e non esiste nulla “al di fuori”, perché il concetto di “fuori” implicherebbe una nuova direzione (e quindi altre dimensioni) al di fuori dello spazio tempo descritto dalla Relatività Generale di Einstein. Anche secondo Roger Penrose e Stephen Hawking lo spazio ed il tempo hanno avuto origine dal famoso “gigantesco BANG”. Una botta non da poco. Essi però sono concordi nell’affermare, che le intuizioni di Einstein cessano di essere valide in prossimità della singolarità iniziale. La teoria di Einstein è fallace praticamente su scale piccolissime, dell’ordine della lunghezza di Planck, quando il raggio dell’Universo aveva le dimensioni di un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di …

Leggi Tutto
Roger Penrose 6Nov2005 - Fisica quantistica e mente dell'uomo. Il modello ORCH-OR.
Scienza

Fisica quantistica e mente dell’uomo. Il modello ORCH-OR.

Il presunto legame esistente tra fisica quantistica e mente è sempre più spesso oggetto di elucubrazioni, spesso interessanti, molto più spesso, davvero fantasiose. Uno dei modelli che però sembra più avvicinarsi ad una spiegazione scientifica alla base di tale rapporto è senza dubbio il modello ORCH-OR. Provo a spiegarvelo nel modo più immediato possibile. Il modello ORCH-OR è un particolare modello della mente ideato da Roger Penrose (matematico, fisico, cosmologo e filosofo britannico – premio wolf per la fisica nel 1988) e Stuart Hameroff (medico anestesista statunitense e professore presso l’Università dell’Arizona). Secondo la teoria formulata da Penrose, il cervello umano potrebbe non essere guidato da procedimenti che consentono, con un numero finito di passi eseguiti, di ottenere dei risultati determinati (parliamo di veri e propri algoritmi). Piuttosto si suppone che esso possa essere vincolato a precisi processi quantistici. Abbiamo già discusso in questo articolo, di come la fisica quantistica si comporti in maniera del tutto differente rispetto a ciò che è da considerare ambito della fisica classica. Gli oggetti che infatti fanno parte di tale teoria, ricorderete, si trovano in stati che dichiariamo essere “indefiniti”, descrivibili solo mediante la “funzione d’onda” di Schrödinger; e quando avviene il loro collasso, la …

Leggi Tutto
liquido spazio 260x165 - Liquidi colorati nello spazio
Scienza

Liquidi colorati nello spazio

Gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno ben pensato di sciogliere una compressa effervescente in una sfera galleggiante di acqua. Le immagini catturate dalla loro fotocamera (in grado di registrare quattro volte la risoluzione delle telecamere normali ad alta definizione) sono davvero suggestive Credits: NASA

Leggi Tutto
einstein - La religione e l’illusione ottica della propria coscienza.
Citazioni

La religione e l’illusione ottica della propria coscienza.

L’essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo “Universo”, una parte limitata nello spazio e nel tempo. L’uomo sperimenta sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria coscienza. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l’unico scopo di un’autentica religione. Non per alimentare l’illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente. Albert Einstein (1879 – 1955), fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense

Leggi Tutto
spouses 1728009 960 720 - Equazione di Dirac: la più bella equazione conosciuta della fisica. Ma anche no.
Scienza

Equazione di Dirac: la più bella equazione conosciuta della fisica. Ma anche no.

Chiariamo un equivoco molto diffuso relativo all’equazione di Dirac. Voglio essere chiaro: è tanto che volevo spiegare il concetto e per un po’ ho anche temporeggiato: l’entanglement quantistico c’entra ben poco con l’equazione di Dirac (- scene di panico -). L’equivoco, mi sono reso conto, nasce praticamente da quando una storiella ha incominciato a prendere piede in rete. Leggo testualmente. Lei disse: “Dimmi qualcosa di bello” Lui rispose:  (∂ + m) ψ = 0 L’equazione sopra è quella di Dirac ed è la più bella equazione conosciuta della fisica. Grazie a questa si descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, che in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”. Ok, capisco che la cosa possa sembrare davvero suggestiva, ma basterebbe cercare un pochino meglio su Google, per scoprire che l’equazione di Dirac ed il fenomeno dell’entanglement quantistico non abbiano tra di loro alcun nesso. La prima è infatti una legge che descrive le particelle mediante …

Leggi Tutto
space 1587393 640 - Universo: un grande e complesso ologramma. La teoria è compatibile con i dati sperimentali.
Scienza

Universo: un grande e complesso ologramma. La teoria è compatibile con i dati sperimentali.

E’ del 27 Gennaio 2017 la pubblicazione su Physical Review di uno studio che ha fornito importanti conferme sulla compatibilità statistica relativamente ai dati sperimentali del modello olografico dell’universo, un modello che assimilerebbe il nostro universo ad un grande e complesso ologramma. La ricerca, frutto dello sforzo di fisici e astrofisici teorici di Regno Unito, Italia e Canada, della Sezione dell’INFN di Lecce, dell’Università del Salento in Italia, del Perimeter Institute e dell’Università di Waterloo in Canada si basa su una ipotesi formulata negli anni ’90 da diversi scienziati. “L’idea alla base della teoria olografica dell’universo – spiega Corianò (ricercatore dell’INFN e professore di fisica teorica dell’Università del Salento) – è che tutte le informazioni che costituiscono la ‘realtà’ a tre dimensioni – più il tempo – siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno”. Proprio come funzionano gli ordinari ologrammi in pratica, in cui una immagine tridimensionale è codificata in una superficie bidimensionale e la dimensione aggiuntiva viene generata a partire dalle informazioni presenti sulle due dimensioni (si potrebbe rappresentare il concetto pensando al cinema in 3D). Ma come si applica tale teoria in ambito cosmologico? Ecco, potremmo ipotizzare una rappresentazizone semplificata di tale formulazione olografica …

Leggi Tutto
particle accelerator 1903642 640 - Cos'è e come funziona un acceleratore di particelle
Scienza

Cos’è e come funziona un acceleratore di particelle

Prima di illustrarvi in cosa realmente consista un acceleratore di particelle vorrei parlarvi della famosa equazione E=mc^2. Scommetto l’avrete intravista su molte magliette. Einstein ci ha insegnato che qualsiasi particella avente una benché minima massa viaggerà sempre e comunque più lentamente della velocità della luce; è un dato di fatto che solo il fotone riesca a raggiungere tale velocità solo perché la sua massa è zero. Il perché è presto detto: conseguenza della equazione iniziale, se un minuscolo elettrone raggiungesse la velocità della luce arriverebbe ad avere una massa infinita, quindi più di quella dell’intero universo! Ciò tra l’altro ci permette di riflettere riguardo al fatto che secondo le leggi della fisica conosciuta, è praticamente impossibile lanciare una astronave, la cui massa non sarebbe ovviamente nulla, in viaggi interstellari a tale velocità limite. Ma tornando agli acceleratori di particelle: cosa sono e cosa li lega alle considerazioni di Einstein? Gli acceleratori di particelle sono laboratori costruiti essenzialmente per studiare le particelle, costituiti da grandi tunnel sotterranei a forma di anello, all’interno dei quali le particelle vengono accelerate tramite campi magnetici, a velocità che potremmo definire davvero vertiginose. In tali tunnel si fanno esperimenti su particelle talmente piccole da non poter essere …

Leggi Tutto
einstein - L'universo è una complicata rete di relazioni tra le varie parti di un tutto unificato
Scienza

L’universo è una complicata rete di relazioni tra le varie parti di un tutto unificato

La meccanica quantistica ci costringe a vedere l’universo non come una collezione di oggetti fisici separati, bensì come una complicata rete di relazioni tra le varie parti di un tutto unificato. Questo, peraltro, è anche il tipo di esperienza che i mistici orientali hanno del mondo, e alcuni di essi hanno espresso tale esperienza con parole che sono quasi identiche a quelle usate dai fisici atomici. Da: L’evoluzione della fisica, saggio del 1938, scritto da Albert Einstein e Leopold Infeld.

Leggi Tutto
titan touchdown 260x165 - La discesa della sonda Huygens verso Titano
Scienza

La discesa della sonda Huygens verso Titano

Nel 2005 la sonda Huygens dell’ESA ha compiuto la sua discesa verso la superficie della sabbiosa luna di Saturno: Titano. Portata fino a Saturno dalla sonda Cassini della NASA, Huygens ha fatto l’atterraggio più distante mai avvenuto, l’unico atterraggio su un corpo del sistema solare esterno. Questo video utilizza immagini reali scattate dalla sonda durante la sua caduta di due ore e mezza. Per maggiori informazioni è possibile visitare il seguente link: https://saturn.jpl.nasa.gov/mission/spacecraft/huygens-probe/ Credits: NASA

Leggi Tutto
esperimento LUX 260x165 - Esperimento LUX: della materia oscura nemmeno l'ombra
Scienza

Esperimento LUX: della materia oscura nemmeno l’ombra

Parliamo dell’esperimento LUX, uno degli esperimenti tesi ad osservare particelle di materia oscura e basato su strumenti tra i più sensibili al mondo in questo campo di ricerca: purtroppo anche questa volta nulla di fatto, il risultato è negativo. A conferma dell’esito di un esperimento analogo condotto pochi mesi fa dalla collaborazione PandaX-II a Sichuan, in Cina, i cui risultati sono stati pubblicati nel settembre 2016. Ora i dubbi sulla validità del modello teorico attualmente più accreditato per spiegare la composizione della materia oscura si fanno atroci. A seguire il link ad un articolo pubblicato su Physical Review Letters che ne discute abbondantemente. Ma in cosa ha consistito l’esperimento? Il cuore della prova che si è svolta in South Dakota è una grande vasca (detta “camera a proiezione temporale”) contenente xenon liquido ultrapuro. L’interazione tra una particella di materia oscura o ordinaria con gli atomi di xenon può generare fotoni (i quanti di luce). Essi, raccolti da appositi rivelatori disposti alle estremità della camera, a seconda delle “firme” lasciate (il percorso dei fotoni è diverso a seconda che lo xenon interagisca con particelle di materia oscura o di materia ordinaria), danno modo ai ricercatori di riconoscere l’eventuale passaggio di materia oscura. …

Leggi Tutto
moon cat 260x165 - Misura nella meccanica quantistica: verifica o generazione della realtà? Una ipotesi.
Scienza

Misura nella meccanica quantistica: verifica o generazione della realtà? Una ipotesi.

Poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 1990, John Stewart Bell pubblicò su “Physics World” un interessante articolo dal titolo “Against ‘measurement’” (contro la ‘misura’); una sorta di saggio dedicato al tema cardine della meccanica quantistica: “la misura nella meccanica quantistica consiste in un atto di verifica o concorre alla generazione della realtà fisica”? Abraham Pais rivelò la questione con parole semplici: Deve essere stato attorno al 1950. Camminavamo, io e Einstein, lungo la strada che dall’Institute for Advanced Study conduceva alla sua abitazione, quando a un tratto egli si fermò. “Veramente è convinto – mi chiese – che la Luna esista solo se qualcuno la guarda?”. La domanda sembrerebbe banale, eppure non lo è. Nessuno di noi dubiterebbe riguardo il fatto che la Luna è lì a prescindere dal fatto che noi la osserviamo o meno, non accade ciò però nel mondo dei quanti. La ‘Luna quantica’ non è lì – in un punto preciso dello spazio e con una velocità definita – se qualcuno non la guarda. Nel mondo dei quanti la misura è un’operazione che genera la realtà. Ma perché, per citare il gatto di Schrödinger, esso riesce a trovarsi sempre e solo in un unico stato? …

Leggi Tutto
pianeta 260x165 - Cos’è il red shift?
Scienza

Cos’è il red shift?

Vi siete mai chiesti il motivo per cui la teoria del big bang è considerata molto attendibile? Beh, uno dei motivi è da ricercarsi nelle caratteristiche dell’effetto Doppler. Pensate alla sirena di un’ambulanza. Essa inizierà ad essere percepita più alta quando è in corsa passando accanto all’osservatore e continuerà ad essere avvertita più bassa mentre si allontana dall’osservatore. Per le galassie essenzialmente accade qualcosa di simile. L’effetto Doppler, comune a tutte le onde, fu previsto per la prima volta dal fisico tedesco C. Doppler (1803-1853) per le onde sonore. Esso consiste in un cambiamento della frequenza (numero di oscillazioni al secondo) di un’onda, rilevato quando la sorgente dell’onda e un osservatore sono in movimento l’una rispetto all’altro. L’esempio dell’ambulanza è calzante. In caso di avvicinamento la frequenza aumenta – avremo più onde nell’unità di tempo, mentre nel caso di allontanamento si avrà una diminuzione di onde nell’unità di tempo. Ma cosa ha a che vedere con le galassie questo curioso fenomeno? Vengo al punto. L’effetto Doppler si manifesta per qualsiasi fenomeno ondulatorio, anche per la luce, provocando in questo caso variazioni di colore. La luce di una stella che si avvicina a noi ha una frequenza più elevata; tale situazione concorre …

Leggi Tutto
Richard Feynman 200x165 - Fisica e biologia
Citazioni

Fisica e biologia

L’ipotesi più importante di tutta la biologia, per esempio, è che tutto ciò che gli animali fanno, lo fanno gli atomi. In altre parole, non vi è nulla che gli esseri viventi facciano che non possa essere inteso partendo dal punto di vista che essi sono composti di atomi i quali agiscono secondo le leggi della fisica. (da La Fisica di Feynman, volume I-1, cap. 1-3, 1994, p. 1-13) Richard Phillips Feynman (1918 – 1988), scienziato statunitense, premio Nobel per la fisica.  

Leggi Tutto
bigbang - E se l'universo fosse sempre esistito?
Scienza

E se l’universo fosse sempre esistito?

E se il Big Bang non fosse mai esistito? Una teoria, basata su un’equazione quantistica, propone un modello che lo nega. L’universo sarebbe infatti un fluido di gravitoni senza inizio né fine. Non tutti sanno infatti che uno studio pubblicato nel Febbraio del 2015 su Physics Letters B, avanza un’ipotesi abbastanza bizzarra: la nuova ricerca applica una “correzione quantistica” per integrare la teoria della relatività generale di Einstein, definendo di fatto un nuovo modello cosmologico. La cosa molto interessante è che questo nuovo studio eliminerebbe il problema derivante dalla singolarità che emerge dal modello cosmologico più diffuso, il quale riesce a spiegare cosa sia successo dopo il Big Bang, ma non nel momento esatto. Di fatto eliminerebbe il conflitto costante presente nel momento in cui la fisica classica tenta di conciliarsi con quella quantistica. «La singolarità è il problema più serio della relatività generale, perché lì le leggi della fisica perdono di significato», spiega Ahmed Farag Ali , uno dei due autori della ricerca (l’altro è Saurya Das). Secondo i due fisici, la singolarità può essere “risolta” dal loro modello, “semplicemente” con il fatto che il Big Bang non esiste, l’universo non ha inizio e, conseguentemente, non avrà fine. L’Universo …

Leggi Tutto
Richard Feynman 200x165 - La fisica quantistica supera l'immaginazione
Citazioni

La fisica quantistica supera l’immaginazione

La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste. (citato all’inizio di Wheeler, Taylor, “Fisica dello spazio-tempo”) Richard Phillips Feynman (1918 – 1988), scienziato statunitense, premio Nobel per la fisica.  

Leggi Tutto
universe 11636 640 - Il destino dell'universo
Scienza

Il destino dell’universo

Concordiamo sul fatto che quasi tutti gli scienziati siano d’accordo sulla questione che l’universo abbia avuto origine dal big bang. Ma riguardo al suo futuro (ed alla sua fine), esistono altrettante certezze? Riguardo questa spinosa questione, c’è da considerare che le galassie e gli ammassi stellari sono soggetti a due forze che praticamente si fronteggiano da quando l’universo è nato. La forza di attrazione gravitazionale, che tenderebbe a far collassare l’universo su se stesso, e la spinta di espansione del Big Bang, che esercita una funzione praticamente contraria. Un po’ come le principali due forze antagoniste presenti nei gatti: la pigrizia, che impedirebbe loro di procacciarsi da mangiare, e la loro bramosia di cibo che alla fine li fa sprona comunque a farlo. L’equilibrio tra le due forze consente al gatto di non esplodere, satollo, come una supernova. Il punto ora è capire: quale delle due vincerà? Essenzialmente sembra che la risposta sia complessa, in quanto c’è da considerare quanta massa esattamente l’universo contenga. Considerando quella del mio gatto, la forza gravitazionale sembrerebbe dover vincere a tavolino, ma vedremo più avanti come il quesito possa prestarsi a responsi davvero non banali. Gli astronomi a riguardo si sono organizzati ed hanno definito …

Leggi Tutto
espansione universo 260x165 - Se l’universo è in espansione, in cosa si espande?
Scienza

Se l’universo è in espansione, in cosa si espande?

La confusione circa la domanda presente nel titolo deriva probabilmente dal fatto che si tende ad assimilare il big bang come una esplosione analoga a quella che potremmo osservare sulla Terra. Una granata esplode, ed a causa del limite insito nell’ambiente circostante il calore generato non può essere dissipato del tutto, il risultato è un aumento della temperatura, un aumento della la velocità di reazione, quindi un corrispondente aumento nella velocità di produzione del calore. Tutto ciò causa la localizzata liberazione di energia ed i conseguenti eventuali danni fisici a cose o persone. Certo è ovvio, le nostre intuizioni riguardo lo spazio sono costruite in base alla nostra esperienza ed è quindi chiaro che un atteggiamento del genere è del tutto ragionevole e giustificabile. Il problema però è che l’universo non si sta espandendo in qualcosa, si sta solo espandendo. Una analogia spesso utilizzata per spiegare tale concetto è spesso quella dell’uvetta presente in un panettone che lievita. Oppure quella di un palloncino con disegnati tanti puntini sulla sua superficie: gonfiatelo fino a farlo esplodere e mano a mano che lo gonfiate vedrete che tutti i punti (nel nostro caso le galassie) si allontanano gli uni dagli altri.

Leggi Tutto
wormhole 739872 640 - Cosa è un cunicolo spazio-temporale o wormhole?
Scienza

Cosa è un cunicolo spazio-temporale o wormhole?

Un ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale, detto anche wormhole (in italiano letteralmente “buco di verme”, maltradotto in modo poco attinente col termine galleria di tarlo o cunicolo di tarlo), è una ipotetica scorciatoia che collega regioni lontane dell’universo. Definiti dal famoso fisico britannico Stephen Hawking (autore del libro Dal Big Bang ai buchi neri) come delle vere e proprie macchine del tempo cosmiche, i cunicoli possono anche collegare universi paralleli o neonati e si pensa quindi che possano rappresentare uno dei principali mezzi per viaggiare nel tempo (c’è da segnalare comunque come molti altri scienziati continuino a ritenere queste speculazioni come assurde). Essenzialmente la loro esistenza è prevista in due differenti macrotipologie: I cunicoli spazio-temporali intra-universo, i quali connettono una posizione con un’altra dello stesso universo in un tempo differente.Questi tipi di cunicoli, una sorta di tunnel gravitazionali, dovrebbero poter connettere punti distanti nell’universo a causa delle deformazioni spaziotemporali, permettendo di viaggiare tra gli estremi in tempi estremamente ridotti rispetto a percorrere lo stesso viaggio nello spazio consueto. I cunicoli spazio-temporali inter-universo, i quali collegano un universo ad un altro differente e sono definiti wormhole di Schwarzschild.Una sorta di tunnel spazio-temporali da utilizzare per viaggiare da un universo ad un altro parallelo …

Leggi Tutto
science kombat game - Science Kombat, un videogioco dove a combattere sono gli scienziati
Frivolezze

Science Kombat, un videogioco dove a combattere sono gli scienziati

Vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se i più grandi scienziati di tutti i tempi decidessero di darsele di santa ragione? Ovviamente no. Eppure qualcun altro se lo è chiesto (il giornale brasiliano Superinteressante Magazine), anzi di più, ha ben pensato di ideare “Science Kombat”, gioco in cui Einstein si sposta alla velocità della luce, Marie Curie ti stordisce con il radio e Tesla ti fa fuori in un secondo. I personaggi in totale sono otto (Albert Einstein , Charles Darwin, Nikola Tesla , Isaac Newton , Stephen Hawking , Pitagora , Alan Turing, Marie Curie) ed ognuno si distingue per le proprie peculiari caratteristiche (che vi invito a scoprire). Difficile da credere, quindi proprio per questo vi riporto uno dei tanti link al gioco scovati sulla rete (ne troverete diversi, tutti ovviamente equivalenti):http://games.mi9.com/play_science-kombat/it Ed ora che si dia inizio ai combattimenti!  

Leggi Tutto
ScienzaI libri del blogPassione scritturaCollabora con noi