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Fisica quantistica, teoria della relatività, spazio, citazioni. L'universo non avrà più segreti dopo aver visitato questa sezione.

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Sezione dedicata a tutti coloro che amano scrivere. Consigli su come autopubblicarsi, studi e risorse utili per lo scrittore esordiente.

palazzo penne 260x165 - Napoli: Palazzo Penne o il palazzo del Diavolo
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Napoli: Palazzo Penne o il palazzo del Diavolo

Tratto da: Napoli Occulta L’antico Palazzo Penne è stato a volte chiamato il palazzo del Diavolo. Fatto costruire da Antonio di Penne (o Antonio Penne), segretario del re di Napoli Ladislao, nel 1409. Si narra che Antonio, appena giunto a Napoli, si innamorò di una bellissima ragazza. Quest’ultima, che già aveva altri corteggiatori, per non porre Antonio davanti ad un secco “no”, gli disse che l’avrebbe sposato solo se fosse riuscito a costruirle un palazzo… e in una sola notte. La richiesta era ovviamente impossibile da soddisfare, ma Antonio non volle cedere. La leggenda vuole che chiese aiuto al diavolo, che in cambio della costruzione del palazzo pretese la sua anima con tanto di contratto scritto. Ma non per niente Antonio era segretario del re: inserì nel contratto una clausola, per cui la sua anima sarebbe stata del diavolo solo se questi fosse riuscito a contare tutti i chicchi di grano che Antonio avrebbe sparso nel cortile del palazzo da costruire. Ottenuto il palazzo, Antonio dovette sottoporsi quindi alla prova con il diavolo. Ma assieme al grano, sparse nel cortile anche della pece: i chicchi di grano si attaccavano alle dita del diavolo, e i conti non tornavano mai. Gabbato …

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correnti oceaniche 260x165 - Le correnti oceaniche superficiali elaborate dalla NASA
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Le correnti oceaniche superficiali elaborate dalla NASA

Questa visualizzazione mostra le correnti oceaniche superficiali in tutto il mondo nel periodo che va dal giugno 2005 al dicembre 2007. La visualizzazione non include una narrazione o annotazioni; l’obiettivo era quello di utilizzare i dati di flusso oceanici per creare un’esperienza semplice e viscerale. Credits: NASA

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high flux opt 260x165 - Il mutaforma quantistico: scoperto un nuovo tipo di transizione di fase quantistica
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Il mutaforma quantistico: scoperto un nuovo tipo di transizione di fase quantistica

In condizioni particolari, i materiali possono cambiare struttura, passando da uno stato della materia all’altro grazie a fluttuazioni quantistiche degli atomi stessi. SCOPERTE – Che cosa è la meccanica? Nient’altro che la parte della fisica che studia il moto dei corpi: fin qui, si sa, un qualunque studente di scuole superiori arriva agevolmente a rispondere. Passiamo ad una domanda più difficile: che cosa è la meccanica quantistica, e in che cosa differisce dalla meccanica classica? La risposta è più complessa, e le sue implicazioni più profonde alla portata di pochi specialisti: la meccanica quantistica prova a dare risposte sui fenomeni per i quali la sua controparte classica arranca, perché si manifestano sulle lunghezze microscopiche, inferiori o dell’ordine di quelle dell’atomo. In termini poco rigorosi, a livello macroscopico, ovvero quello degli eventi a cui ordinariamente assistiamo, vige un sostanziale determinismo: lo stato di moto di un oggetto o di un sistema si possono determinare univocamente note le condizioni iniziali e le forze che agiscono su di essi. Secondo la fisica contemporanea, a livello microscopico questo non è più strettamente possibile, perché energia, forza e altre grandezze fisiche non sono più “spalmate” in modo continuo nello spazio, ma sono disponibili unicamente come …

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acceleratore cern opt 260x165 - L’indecidibilità approda nella fisica quantistica
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L’indecidibilità approda nella fisica quantistica

RICERCA – Una delle questioni fondamentali della fisica particellare e quantistica, quella dello spectral gap, non ha soluzione. Non esiste, cioè, un metodo matematico per definirlo come vero o falso ed è quindi “indecidibile“. Queste sono le conclusioni di uno studio dello University College di Londra pubblicato sulla rivista Nature che evidenziano, per la prima volta, questo limite matematico in un problema fisico. Al di là della rilevanza teorica dello studio, i risultati sono importanti perché mostrano che anche una perfetta descrizione delle proprietà microscopiche di un materiale non sono sufficienti a predire il suo comportamento macroscopico, come per esempio le sue potenzialità conduttive a temperatura ambiente. Cose da far rivedere l’approccio allo studio dei semiconduttori e superconduttori. Lo spectral gap, ovvero l’energia necessaria per trasferire un elettrone a uno stato di eccitamento, è una proprietà fondamentale per definire se un materiale può essere o meno un superconduttore. Si definiscono superconduttori quei materiali in grado di porre una resistenza nulla al passaggio di una corrente elettrica a determinate temperature e di espellere i campi magnetici presenti al loro interno. Per dare una dimensione “terrena” ai superconduttori basta pensare che il loro utilizzo spazia dall’LHC al CERN di Ginevra alla costruzione di magneti …

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Leon M. Lederman
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La fisica non è una religione

“La fisica non è una religione. Se lo fosse, sarebbe per noi molto più facile raccogliere denaro.” Leon Max Lederman (New York, 15 luglio 1922) è un fisico statunitense. Ha vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1988 per i suoi lavori sui neutrini.

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eruzioni solari 260x165 - Eruzioni solari di Aprile
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Eruzioni solari di Aprile

L’Osservatorio Solar Dynamics della NASA, che osserva costantemente il sole, ha catturato il 2 e 3 Aprile di quest’anno delle spettacolari immagini relative a tre eruzioni solari. Credits: NASA

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clock 407101 640 260x165 - Cristalli di tempo: una nuova forma della materia
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Cristalli di tempo: una nuova forma della materia

Vi rassicuro subito riguardo al fatto che non stiamo parlando di talismani, feticci o robaccia del genere. Ciò di cui a breve mi appresterò ad illustrarvi è qualcosa di scientifico, ed a quanto pare, tangibile. I cristalli di tempo sono una nuova forma della materia la cui struttura atomica si ripete nel tempo anziché, come avviene per i normali cristalli, nello spazio. Per la realizzazione di ciò, diversi team di esperti delle università del Maryland, della California, del Texas e di Harvard, si sono dati davvero da fare. La conferma della riuscita dei loro sforzi è stata svelata appena qualche giorno fa con una pubblicazione su Nature. In pratica si è riusciti a portare, mediante due fasci laser, dieci ioni di itterbio in fase di non equilibrio, provocandone l’organizzazione in una struttura che oscilla ripetutamente e costantemente nel tempo. Una condizione davvero suggestiva, che presumibilmente si rivelerà molto utile se impiegata nella tecnologia dei computer quantistici. C’è da dire che la teoria alla base dei cristalli di tempo è abbastanza moderna e fu formulata nel 2012 da Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica. L’idea di fondo fu relativamente semplice e si basò sull’immaginare materiali, parecchio curiosi, la cui struttura fosse …

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Standard Model of Elementary Particles.svg  - Modello standard: capiamo di cosa si tratta
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Modello standard: capiamo di cosa si tratta

Quante volte, nel momento in cui avete sentito parlare di “Modello standard”, vi siete chiesti esattamente di cosa parliamo? Ebbene, il Modello standard (MS) è una teoria fisica che descrive tre delle quattro forze fondamentali note: l’interazione forte, l’interazione elettromagnetica e l’interazione debole (le ultime due unificate nell’interazione elettrodebole); e tutte le particelle elementari ad esse collegate. In parole povere, i fisici hanno elaborato una teoria che vuole descrivere sia la materia che le forze (interazioni) dell’Universo. E per fare ciò hanno impiantato tale sistema sulla base di poche particelle ed interazioni fondamentali. Le idee chiave sono: Esistono delle particelle che sono i costituenti fondamentali della materia. Esistono delle particelle che sono mediatrici di forza. Le interazioni tra le particelle fondamentali di materia avvengono tramite lo scambio di particelle mediatrici di forza (un esempio di particella relativa alla interazione elettromagnetica, è il fotone). Il Modello Standard è una buona teoria, in quanto gli esperimenti fatti sono stati in grado di verificarla con un’incredibile precisione e quasi tutte le sue previsioni si sono rivelate corrette. Esso però non riesce a spiegare tutto. Ad esempio la forza gravitazionale non è inclusa in tale modello (e non è nemmeno compatibile con la Relatività generale). …

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opportunity 260x165 - Opportunity ed i suoi primi 13 anni su Marte
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Opportunity ed i suoi primi 13 anni su Marte

Il 24 gennaio 2017 il rover Opportunity ha festeggiato i suoi primi 13 anni su Marte. E’ diventato ufficialmente un adolescente! (e come tale effettivamente si comporta). Godetevi il video in cui la NASA ironizza sui sei motivi per cui Opportunity si comporta come un teenager e buon divertimento! Credits: NASA

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ccfid 113386 2016277154705 image 1024x681 1 260x165 - Il Sahara dalla Stazione Spaziale Internazionale
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Il Sahara dalla Stazione Spaziale Internazionale

I meravigliosi colori del deserto del Sahara della Libia Occidentale. Questa foto è stata scattata dalla Sally Ride EarthKAM, una telecamera della Stazione Spaziale Internazionale. Credits: NASA La particolarità di questa telecamera è che la EarthKAM, posizionata in una finestra del portello rivolto verso la Terra del modulo Harmony, è  programmata da terra da studenti delle scuole medie in modo da poter definire gli obiettivi sulla terra e scaricare le immagini. Il programma EarthKAM fornisce agli studenti il controllo diretto di uno strumento su un veicolo spaziale in orbita terrestre, insegnando loro scienze ambientali, geografia e comunicazioni spaziali. Il progetto è stato avviato dal Dr. Sally Ride, prima donna americana nello spazio, nel 1995 e chiamato KidSat. La fotocamera ha volato su cinque voli dello space shuttle prima di essere ricollocato sulla Stazione Spaziale nel 2001. Autore: Fiorenzo Foglia

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Alieni
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Equazione di Drake: parliamo di civiltà aliene

L’equazione di Drake: la formula matematica utile a stimare il numero di civiltà extraterrestri esistenti in grado di comunicare nella nostra galassia. Avete presente quando avete avete fatto tardi con gli amici davanti al bar del paese, sono le tre di notte, tutti gli argomenti di conversazione si sono esauriti, e iniziate a farvi l’un l’altro domande stupide del tipo “Ma da qui alla fontana quanti metri ci sono?”, “Ma il campanile quanto è alto?” e ad accapigliarvi sulle risposte date facendo delle stime grossolane e basate su numeri sparati a casaccio? Ecco, forse deve essere capitato qualcosa di simile all’astronomo e astrofisico statunitense Frank Drake quando, magari davanti a qualche lattina di Bud, qualche amico gli avrà chiesto “ma secondo te, quante civiltà aliene esistenti sarebbero in grado di comunicare nella nostra galassia?” A questa domanda Frank Drake rispose alla maniera di un astrofisico: nel 1961 formulò quella che oggi è conosciuta come l’Equazione di Drake. Questa equazione cerca di stimare il numero di civilità estraterrestri in fase tecnologica in base ad una serie di parametri. L’equazione è la seguente: dove: N è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare …

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fienile 1 260x165 - Il paradosso dell'asta nel fienile
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Il paradosso dell’asta nel fienile

La teoria della relatività di Einstein è fonte inesauribile di situazioni che vanno davvero oltre il senso comune delle cose. Andremo ora ad analizzare un paradosso molto divertente relativo alla relatività speciale. Una stranezza certamente meno conosciuta rispetto a quella dei gemelli, ma altrettanto interessante e curiosa (se non di più): si tratta de “Il paradosso dell’asta nel fienile”. Sappiamo che a velocità prossime a quelle della luce, un oggetto diventa più corto rispetto allo stato di quiete, tanto che un razzo che viaggi a velocità prossime a quelle della luce apparirà molto più corto di quando è partito. Secondo Einstein, infatti, lo spazio ed il tempo si deformano in prossimità di corpi molto massicci (come i pianeti, i buchi neri, ecc…) oppure quando un corpo si muove a una velocità esageratamente alta tale da essere comparabile a quella della luce. In tali situazioni lo spazio si “accorcia” ed il tempo “rallenta”. Aggiungo: maggiore è l’accelerazione raggiunta, maggiormente “il tempo ci rema contro”, fino ad arrivare a fermarsi al raggiungimento del limite massimo, quello ottenibile alla velocità della luce. Ebbene, fatte queste premesse, ipotizziamo ora di avere un atleta con un’asta lunga esattamente quanto un fienile. La scena che dovete a questo punto immaginare è la …

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paradosso
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Teoria del tutto e la sua relazione con il teorema di Gödel

Riusciremo a formulare una “Teoria del tutto” un giorno? Molti fisici sperano in futuro di riuscire ad enunciare una teoria del tutto capace di descrivere l’intera realtà, dall’origine del Cosmo al mistero dei buchi neri. Einstein inseguì questo sogno, ma invano. Oggi, sono stati fatti passi avanti decisivi in questa direzione. Il “Sacro Graal” potrebbe avere gli anni contati? Qualcuno giura di no, ciò a causa di un famosissimo teorema: il teorema dell’incompletezza di Gödel. Questo è un teorema che mi ha sempre affascinato, e quale occasione migliore per parlarvene se non all’interno della trattazione di una teoria che avrebbe la presunzione di spiegare tutto? Il teorema di Gödel, in realtà, affermerebbe quasi l’impossibilità di raggiungere un obiettivo del genere. Freeman Dyson (fisico e matematico britannico ) ha affermato che: “Il teorema di Gödel implica che la matematica pura è inesauribile. Non importa quanti problemi vengono risolti, ci saranno sempre altri problemi che non possono essere risolti con le regole esistenti. […] A causa di questo teorema, anche la fisica è inesauribile. Le leggi della fisica sono un insieme finito di regole e includono quelle della matematica, quindi il teorema di Gödel si applica anche a loro” Stephen Hawking era …

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Saturn V
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Saturn V, il razzo usato dalla NASA nei programmi Apollo e Skylab

Saturn V era alto 110 metri e aveva un diametro di 10 metri. Un totale di 13 Saturn V furono lanciati tra il 1967 e il 1973 e tutti i lanci si conclusero con successo. Il carico principale per cui questi razzi furono utilizzati fu la serie di missioni Apollo, che portò alcuni astronauti sulla Luna. Ma come è nato questo razzo? Negli anni della guerra fredda, l’Unione Sovietica aveva messo a segno dei risultati formidabili fino a quel momento, lanciando il primo uomo nello spazio nel 1961, Juri Gagarin, e il primo satellite artificiale addirittura quattro anni prima. Nel maggio del 1961 il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy annunciò al Congresso la volontà di mandare il primo uomo sul nostro satellite entro la fine degli anni Sessanta. Pochi mesi dopo, nel gennaio del 1962, la Nasa iniziò a lavorare a questo gigante dei cieli, che avrebbe volato per la prima volta il 9 novembre del 1967. Il Saturn V fu progettato da un team guidato da Wernher von Braun. Il geniale scienzato tedesco fu una delle figure principali nello sviluppo della missilistica nella Germania nazista prima e negli Stati Uniti poi, dove è ritenuto il capostipite del …

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laser 260x165 - Il teorema di Bell, Einstein e gli assurdi effetti a distanza
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Il teorema di Bell, Einstein e gli assurdi effetti a distanza

Uno dei teoremi, le cui ripercussioni concrete sono tra le più controintuitive in assoluto, è certamente il teorema di Bell. Esso scaturisce dal paradosso EPR(Einstein-Rosen) ed è strettamente legato alla misura effettuata su una coppia di fotoni correlati. Vi ricordo che una coppia di particelle si dicono correlate se hanno caratteristiche simmetriche (cioè opposte o concordi). E’ il caso in cui quest’ultime hanno stesso asse di polarizzazione, stesso spin o spin opposto, quantità di moto uguale o opposta ecc. Ma in che modo possono essere prodotte particelle del genere? L’esperimento sulla correlazione quantistica di Alain Aspect, ad esempio, previde coppie di fotoni correlati nati dalla “disintegrazione” di un atomo di Calcio, per dirne uno. Ritornando comunque all’illustrazione dell’esperimento su cui si basa il famoso teorema di cui parlavamo, partiamo da questo assunto: si ponga al centro dell’apparato di misura una sorgente di fotoni correlati. Il settore A e il settore B sono separati da una distanza enorme su scala atomica (ipotizziamo diversi metri o anche chilometri, per noi è lo stesso). Ecco, compiendo una misura sul fotone del settore A (determinando quindi le sue caratteristiche, come ad esempio la sua polarizzazione) le leggi della Meccanica Quantistica ci assicurano la conoscenza …

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acceleratore cern opt 260x165 - Il paradosso della stanza cinese ed il collasso della funzione d'onda
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Il paradosso della stanza cinese ed il collasso della funzione d’onda

Conoscete il paradosso della stanza cinese? Appena qualche articolo fa abbiamo posto l’attenzione sul fatto che la realtà possa essere semplicemente il contenuto della nostra coscienza e che il collasso della funzione d’onda possa essere non un fenomeno fisico oggettivo, bensì un fenomeno psicologico soggettivo.Il concetto tanto famoso riguardo il fatto che quando ha luogo l’osservazione la funzione d’onda “collassa”, e in quell’esatto momento ci capiterà di trovare la particella osservata in un posto preciso, ormai dovrebbe essere diventato per noi familiare. Abbiamo quindi discusso del ruolo cardine che ha la coscienza dell’osservatore rispetto alla particella osservata anche illustrando l’esperimento della doppia fenditura. L’interrogativo che però vogliamo porci adesso, a completamento di quanto già discusso, è ancora più sfidante: cos’è la coscienza? Ed inoltre: un calcolatore (o magari un robot) potrebbe averne una? Se così fosse, lo strumento di misura e l’osservatore cosciente potrebbero in qualche modo coincidere; ci avete mai riflettuto? Ma partiamo dal principio (per fare ciò approfitto di un breve articolo scritto ad hoc dal mio amico Fiorenzo Foglia)… In epoca classica i più grandi pensatori dell’epoca si applicarono ad esaminare e scandagliare i misteri dell’esistenza: cosa è una mente? e una coscienza? ma sopratutto, è nato prima …

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halloween 1746329 640 260x165 - I fantasmi e la fisica quantistica
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I fantasmi e la fisica quantistica

Cosa potrebbero avere in comune i fantasmi e la fisica quantistica? Secondo Brian Cox, fisico di Oldham, Regno Unito, praticamente nulla. Ed il perché è presto detto: nel Modello Standard (la teoria fisica che descrive le forze fondamentali note e tutte le particelle elementari ad esse collegate) non c’è spazio per un mezzo o una sostanza che possa trasportare informazioni su ciò che è stato il corpo di un defunto prima della sua la morte e che riesca a sfuggire alle ricerche del Large Hadron Collider (il famoso LHC, l’acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra utilizzato per ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle). “Se vogliamo che ci sia uno schema persistente che porti informazioni sulle nostre cellule viventi, allora bisogna specificare in quale mezzo è inserito e come interagisce con la materia di cui è fatto il nostro corpo“, afferma Cox. “Dovremmo in altre parole inventare un’estensione del Modello Standard della Fisica delle particelle, che è passato inosservato nel Large Hadron Collider“, un’opzione che secondo Cox, professore alla Manchester University, è praticamente inconcepibile. “Se ci fosse una sostanza che guida i nostri corpi, facendo muovere le braccia e le gambe, dovrebbe anche interagire con le …

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arr - Dimensioni arrotolate: come immaginarsele
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Dimensioni arrotolate: come immaginarsele

Il nostro spazio fisico possiede solo 4 dimensioni apprezzabili alla nostra scala di grandezza e di ciò bisogna sempre tenere conto in qualsiasi teoria fisica; tuttavia, nulla vieta di per sé che una teoria possa affermare che vi sono delle dimensioni spaziali aggiuntive. Nel caso della teoria delle stringhe, vi sono evidenze secondo cui lo spazio-tempo richieda 10, 11 o addirittura 26 dimensioni. Ma queste dimensioni ulteriori dove sono nascoste? Il conflitto viene risolto immaginando che le dimensioni aggiuntive siano “arrotolate su se stesse” o meglio compattificate.Immaginiamo un tubo di gomma, praticamente uno di quelli utilizzati in giardino per irrigare le piante. Ipotizziamolo largo un centimetro, o poco più, di diametro; steso tra due pali a grande distanza, ad un chilometro o più da noi. Ovviamente risulterebbe impossibile per noi distinguere il suo spessore e dovremmo ridurci a descriverlo semplicemente come una linea; cioè come un oggetto a una sola dimensione (seppur coscienti dell’esistenza di una dimensione in più). Teoricamente però, una formica potrebbe muoversi nelle due dimensioni, cioé  lungo e attorno al tubo, ma  il suo movimento attorno al tubo non sarebbe praticamente percepibile a distanza. Sappiamo dell’esistenza di una dimensione avvolta su se stessa, ma quest’ultima  non avrebbe …

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sunbeam 76825 640 260x165 - Che cosa è un anno luce?
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Che cosa è un anno luce?

Capita spesso, ai neofiti, di fraintendere cosa realmente sia un “anno luce”. Beh, scopriamo subito le carte: un anno luce, non è una misura temporale, ma piuttosto è una misura di distanza usata in astronomia. Come evidenziato dal nome, corrisponde alla distanza percorsa dalla luce nel vuoto nell’arco di un anno. Alternativamente può essere pensata come la distanza che un qualsiasi oggetto percorrerebbe se viaggiasse a velocità uguale a quella della luce nel vuoto (la quale è ben di quasi 300.000 chilometri al secondo!). Ma in quanto tempo ci è tuttora concesso percorrere tale distanza? Considerando che la velocità di fuga dalla Terra è di circa 40.000 km/h, sfruttando per le nostre sonde il cosiddetto “effetto fionda” attorno a vari pianeti, possiamo ad esempio ipotizzare di lanciare una navicella fino a 80.000 km/h (come nel caso della sonda spaziale New Horizons). La cosa però non è molto incoraggiante se ci pensate, perché facendo due conti, una navicella che viaggia a a 80.000 km/h percorre 1 anno luce in circa 13.500 anni. Tantissimo!

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time 1739625 640 - Il contrasto secolare tra Relatività e Meccanica Quantistica
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Il contrasto secolare tra Relatività e Meccanica Quantistica

Da cosa ha avuto origine tutto? Questo è certamente uno dei quesiti cardine dell’esistenza umana. Ecco, alcune soluzioni particolari della Relatività Generale prevedono che il tempo avesse avuto un inizio ed una fine. In pratica, immaginando di tornare indietro nel tempo, l’idea è che vi sareste potuti trovare in una situazione in cui, tutto lo spazio, quindi tutta la materia, convergesse in un unico punto a densità infinita. Un punto piccolissimo, ma dalla gravità spaventosamente grande. Il nostro universo, per definizione, contiene tutto quello che è stato prodotto al momento del Big Bang, e non esiste nulla “al di fuori”, perché il concetto di “fuori” implicherebbe una nuova direzione (e quindi altre dimensioni) al di fuori dello spazio tempo descritto dalla Relatività Generale di Einstein. Anche secondo Roger Penrose e Stephen Hawking lo spazio ed il tempo hanno avuto origine dal famoso “gigantesco BANG”. Una botta non da poco. Essi però sono concordi nell’affermare, che le intuizioni di Einstein cessano di essere valide in prossimità della singolarità iniziale. La teoria di Einstein è fallace praticamente su scale piccolissime, dell’ordine della lunghezza di Planck, quando il raggio dell’Universo aveva le dimensioni di un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di …

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Roger Penrose 6Nov2005 - Fisica quantistica e mente dell'uomo. Il modello ORCH-OR.
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Fisica quantistica e mente dell’uomo. Il modello ORCH-OR.

Il presunto legame esistente tra fisica quantistica e mente è sempre più spesso oggetto di elucubrazioni, spesso interessanti, molto più spesso, davvero fantasiose. Uno dei modelli che però sembra più avvicinarsi ad una spiegazione scientifica alla base di tale rapporto è senza dubbio il modello ORCH-OR. Provo a spiegarvelo nel modo più immediato possibile. Il modello ORCH-OR è un particolare modello della mente ideato da Roger Penrose (matematico, fisico, cosmologo e filosofo britannico – premio wolf per la fisica nel 1988) e Stuart Hameroff (medico anestesista statunitense e professore presso l’Università dell’Arizona). Secondo la teoria formulata da Penrose, il cervello umano potrebbe non essere guidato da procedimenti che consentono, con un numero finito di passi eseguiti, di ottenere dei risultati determinati (parliamo di veri e propri algoritmi). Piuttosto si suppone che esso possa essere vincolato a precisi processi quantistici. Abbiamo già discusso in questo articolo, di come la fisica quantistica si comporti in maniera del tutto differente rispetto a ciò che è da considerare ambito della fisica classica. Gli oggetti che infatti fanno parte di tale teoria, ricorderete, si trovano in stati che dichiariamo essere “indefiniti”, descrivibili solo mediante la “funzione d’onda” di Schrödinger; e quando avviene il loro collasso, la …

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liquido spazio 260x165 - Liquidi colorati nello spazio
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Liquidi colorati nello spazio

Gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno ben pensato di sciogliere una compressa effervescente in una sfera galleggiante di acqua. Le immagini catturate dalla loro fotocamera (in grado di registrare quattro volte la risoluzione delle telecamere normali ad alta definizione) sono davvero suggestive Credits: NASA

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einstein - La religione e l’illusione ottica della propria coscienza.
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La religione e l’illusione ottica della propria coscienza.

L’essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo “Universo”, una parte limitata nello spazio e nel tempo. L’uomo sperimenta sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria coscienza. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l’unico scopo di un’autentica religione. Non per alimentare l’illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente. Albert Einstein (1879 – 1955), fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense

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spouses 1728009 960 720 - Equazione di Dirac: la più bella equazione conosciuta della fisica. Ma anche no.
Scienza

Equazione di Dirac: la più bella equazione conosciuta della fisica. Ma anche no.

Chiariamo un equivoco molto diffuso relativo all’equazione di Dirac. Voglio essere chiaro: è tanto che volevo spiegare il concetto e per un po’ ho anche temporeggiato: l’entanglement quantistico c’entra ben poco con l’equazione di Dirac (- scene di panico -). L’equivoco, mi sono reso conto, nasce praticamente da quando una storiella ha incominciato a prendere piede in rete. Leggo testualmente. Lei disse: “Dimmi qualcosa di bello” Lui rispose:  (∂ + m) ψ = 0 L’equazione sopra è quella di Dirac ed è la più bella equazione conosciuta della fisica. Grazie a questa si descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, che in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”. Ok, capisco che la cosa possa sembrare davvero suggestiva, ma basterebbe cercare un pochino meglio su Google, per scoprire che l’equazione di Dirac ed il fenomeno dell’entanglement quantistico non abbiano tra di loro alcun nesso. La prima è infatti una legge che descrive le particelle mediante …

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space 1587393 640 - Universo: un grande e complesso ologramma. La teoria è compatibile con i dati sperimentali.
Scienza

Universo: un grande e complesso ologramma. La teoria è compatibile con i dati sperimentali.

E’ del 27 Gennaio 2017 la pubblicazione su Physical Review di uno studio che ha fornito importanti conferme sulla compatibilità statistica relativamente ai dati sperimentali del modello olografico dell’universo, un modello che assimilerebbe il nostro universo ad un grande e complesso ologramma. La ricerca, frutto dello sforzo di fisici e astrofisici teorici di Regno Unito, Italia e Canada, della Sezione dell’INFN di Lecce, dell’Università del Salento in Italia, del Perimeter Institute e dell’Università di Waterloo in Canada si basa su una ipotesi formulata negli anni ’90 da diversi scienziati. “L’idea alla base della teoria olografica dell’universo – spiega Corianò (ricercatore dell’INFN e professore di fisica teorica dell’Università del Salento) – è che tutte le informazioni che costituiscono la ‘realtà’ a tre dimensioni – più il tempo – siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno”. Proprio come funzionano gli ordinari ologrammi in pratica, in cui una immagine tridimensionale è codificata in una superficie bidimensionale e la dimensione aggiuntiva viene generata a partire dalle informazioni presenti sulle due dimensioni (si potrebbe rappresentare il concetto pensando al cinema in 3D). Ma come si applica tale teoria in ambito cosmologico? Ecco, potremmo ipotizzare una rappresentazizone semplificata di tale formulazione olografica …

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