Napoli: Palazzo Donn’Anna

Palazzo Donn’Anna è uno splendido palazzo monumentale del XVII secolo che si erge dal mare, cupo.
Ubicato all’inizio della splendida via Posillipo, è uno dei più famosi palazzi di Napoli. Ad oggi non è visitabile, ed è interamente utilizzato come abitazione privata e diviso in vari condomìni. Chi vuole ammirare il palazzo in tutta la sua bellezza è costretto a farlo dalla adiacente spiaggia, anch’essa privata.

“Non è diroccato, ma non fu mai finito; non cade, non cadrà, poiché la forte brezza marina solidifica ed imbruna le muraglie..” così viene descritto da Matilde Serao nel suo celebre “Leggende napoletane”.

Il Palazzo, imponente sul mare di Posillipo, è una struttura assai ricca di fascino oltre che di macabro mistero. Caratterizzato da finestrelle senza vetri, arcate caretteristiche e ombre inquietanti, fu costruito nel Cinquecento su un edificio preesistente noto come La Serena, di proprietà di Dragonetto Bonifacio, nominato marchese dall’imperatore Carlo. Solo successivamente divenne di proprietà dei Ravaschieri, i quali poi lo vendettero per 800 ducati al principe Luigi Carafa di Stigliano, nonno della famosa Donna Anna Carafa – che nelle credenze popolari viene spesso confusa con la famosa e discussa regina Giovanna d’Angiò.

Palazzo Donn'Anna
Palazzo Donn’Anna

Al di là dei fatti storici, sul palazzo aleggiano una serie di affascinanti e terribili leggende. Per molti il palazzo fu la dimora della Carafa, una donna, si racconta, tanto spregiudicata quanto crudele. Ella, si narra, sceglieva i pescatori più belli e prestanti della zona per trascorrere con loro notti di sfrenata passione. Notti che però finivano puntualmente in tragedia: all’alba li ammazzava brutalmente, gettandoli dalle finestre del palazzo. E pare che gli spiriti di questi sventurati giovani uomini si aggirino ancora inquietanti nei sotterranei dell’antica dimora.
Secondo Matilde Serao, Donna Anna amava organizzare magnifici ricevimenti, agghindata nel suo abito rosso in lamine d’argento, feste a cui prendeva parte la nobiltà spagnola e napoletana.
Una notte, per uno di qui festeggiamenti fu allestito un teatrino e tra gli attori, tutti rigorosamente nobili, fu presente la bellissima e giovane Donna Mercedes de las Torres, nipote della duchessa Anna. Nella rappresentazione la giovane rivestiva il ruolo della schiava innamorata del suo padrone, interpretato da Gaetano di Casapesenna. Nulla da dire, non fosse altro che Gaetano di Casapesenna era stato l’amante di Anna. Lo scenografico bacio finale di quella che innocente, divenne fatale commedia, accese la gelosia di Anna.

Nei giorni a seguire Donna Mercedes e Anna ebbero numerosi scontri finché Mercedes sparì nel nulla.
Nessuno seppe più che fine avesse fatto. Secondo alcuni si rifugiò in convento in preda ad un’improvvisa vocazione. Gaetano continuò a cercarla, ma invano; finchè la sua vita finì in battaglia.

La storia vuole che nel palazzo si vedano ancora il fantasma di Donna Anna che tormenta i due sventurati amanti Mercedes e Gaetano, destinati a cercarsi in eterno.

Così conclude la Serao in merito alla leggenda di “Palazzo Donn’Anna”:

«Quei fantasmi sono quelli degli amanti? O divini, divini fantasmi! Perché non possiamo anche noi, come voi, spasimare d’amore anche dopo la morte?»

Tratto da: Napoli Occulta

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