Il paradosso dell’asta nel fienile

La teoria della relatività di Einstein è fonte inesauribile di situazioni che vanno davvero oltre il senso comune delle cose.

Andremo ora ad analizzare un paradosso molto divertente relativo alla relatività speciale. Una stranezza certamente meno conosciuta rispetto a quella dei gemelli, ma altrettanto interessante e curiosa (se non di più): si tratta de “Il paradosso dell’asta nel fienile”.

Fienile

Sappiamo che a velocità prossime a quelle della luce, un oggetto diventa più corto rispetto allo stato di quiete, tanto che un razzo che viaggi a velocità prossime a quelle della luce apparirà molto più corto di quando è partito.

Secondo Einstein, infatti, lo spazio ed il tempo si deformano in prossimità di corpi molto massicci (come i pianeti, i buchi neri, ecc…) oppure quando un corpo si muove a una velocità esageratamente alta tale da essere comparabile a quella della luce. In tali situazioni lo spazio si “accorcia” ed il tempo “rallenta”.

Aggiungo: maggiore è l’accelerazione raggiunta, maggiormente “il tempo ci rema contro”, fino ad arrivare a fermarsi al raggiungimento del limite massimo, quello ottenibile alla velocità della luce.

Ebbene, fatte queste premesse, ipotizziamo ora di avere un atleta con un’asta lunga esattamente quanto un fienile.

La scena che dovete a questo punto immaginare è la seguente: l’atleta prende a correre verso il fienile, che è aperto, a una velocità davvero vicina a quella della luce. Il risultato previsto, per quello che ci siamo appena detti, sarà quello per cui l’asta comincia ad accorciarsi spaventosamente fino al momento in cui sparirà all’interno del fienile prima di riapparire dal lato opposto.

Il punto di vista dell’atleta è però diverso, per l’uomo è il fienile che si riduce: per cui egli sperimenterà che l’asta esce dall’altra parte prima ancora che a stessa sia completamente entrata nel pagliaio.

Incredibile.

Incredibile soprattutto se ragionate riguardo il fatto che entrambi i due punti di vista sono ugualmente corretti!

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