Napoli: Il Fantasma del Monastero di Santa Chiara

Tratto da: Napoli Occulta (La città degli spiriti > Il Fantasma del Monastero di Santa Chiara)

Basilica Santa Chiara
Foto: Pietro Perrino

La più grande chiesa di architettura gotica di Napoli e uno tra i più importanti e grandi complessi monastici della città è la basilica di Santa Chiara. Si tratta della più grande basilica gotica della città, caratterizzata da tre chiostri monumentali, dagli scavi archeologici nell’area circostante, e da un Monastero nelle cui sale è ospitato l’omonimo museo dell’Opera, la cui visita include anche il coro delle monache, con resti di affreschi di Giotto, un grande refettorio, la sacrestia ed altri ambienti basilicali. Costruita nella prima metà del Trecento da Roberto D’Angiò e da sua moglie Sancha di Maiorca, il chiostro sorge su un complesso termale
romano risalente al I secolo d.C. ed è rinomato per le sue magnifiche maioliche ritraenti scene campestri e di festa.

Ma se il monastero è presente in questa guida è per quanto di sovrannaturale conserva: c’è da segnalare che tuttora al suo interno è possibile percepire la presenza dello spirito di Sancha.

È infatti dal 28 luglio 1345, giorno in cui fu tumulata nel monastero, che la sua anima pare vagare triste e insicura lungo il perimetro interno della basilica. La regina è stata intravista passeggiare a capo chino, mani giunte, con indosso un abito lungo. Lo spirito sembra non abbandonare mai la preghiera ed a passi lenti continua a circolare tra i giardini e le mura dell’immenso edificio di culto.
A volte la donna si ferma e alza lo sguardo al cielo. Ma mai provare ad incrociare con i propri occhi il suo sguardo truce, quel volto madido di lacrime, quella espressione agghiacciante. La leggenda vuole infatti che chiunque abbia avuto la sfortuna di disturbare la sua preghiera sia deceduto istantaneamente.

bella mbriana 260x160 - Bella ‘mbriana
Cultura
Bella ‘mbriana

Il personaggio indicato come ‘A Bella ‘Mbriana, è uno spirito benigno, una creatura misteriosa amante dell’ordine e della pulizia e portatrice di benessere e salute, una sorta di anti–munaciello. Deve il proprio nome alla meridiana o all’ora meridiana, simbolo del sole, ed infatti è uno spirito diurno che viene visto alla controra (un termine dialettale che indica quelle ore flemmatiche del pomeriggio tradizionalmente destinate al riposo). Molti la descrivono come una donna bellissima e molto ben vestita. Una giovane dal volto rassicurante e sereno, una figura solare. Tanto che il suo nome equivale a dire “l’ora più luminosa del giorno”. Si narra addirittura che il diffuso cognome Imbriani derivi appunto da ‘Mbriana: a dire quanta importanza rivesta per il popolo partenopeo questo luminoso spirito. Tradizionalmente, in casa le si lasciava sempre una sedia libera. La ‘Mbriana infatti, oltre che molto bella è notoriamente alquanto capricciosa. Nessun napoletano quindi si sognerebbe di indispettirla: potrebbe decidere di andare via, con tutte le nefaste conseguenze derivanti. Secondo la tradizione popolare, la sua natura, seppur incorporea, si manifesterebbe a volte in forma di geco (o di farfalla), che i napoletani considerano come una sorta di portafortuna, guardandosi quindi bene dal cacciarlo via o dal …

naples 260x160 - Lo strano caso del dottor Efisio Marini, detto "Il Pietrificatore"
Cultura
Lo strano caso del dottor Efisio Marini, detto “Il Pietrificatore”

La fissazione per i corpi, il sangue e la morte ha segnato la città per tutto il medioevo. Ma questa ossessione è riuscita anche, per dir così, a trasformarsi e ad entrare nella modernità. È il caso del dottor Efisio Marini detto “Il Pietrificatore”, vissuto nell’Ottocento. Il soprannome gli venne dato per via delle sue ricerche nel campo della conservazione di cadaveri e parti anatomiche. Efisio Marini elaborò un metodo completamente personale di mummificazione che permetteva di pietrificare i cadaveri senza tagli o iniezioni sugli stessi. La pietrificazione era invertibile: era possibile restituire ai corpi pietrificati il colore e la consistenza originali. Immaginate una persona schiva, che trafficava con pezzi di cadaveri, che mummificava con un procedimento segreto. E’ normale che fosse circondato da un alone sinistro creatosi intorno a lui anche a causa propria dimora, disseminata di reliquie anatomiche di persone e animali. Morì a Napoli l’11 settembre del 1900 senza rivelare le formule per attuare il suo metodo di imbalsamazione. Un alchimista o un mago, più che un dottore. Il Museo Anatomico di Napoli conserva alcuni dei lavori di Efisio Marchini. E sono davvero cose per chi ha lo stomaco forte: tra le opere conservate c’è anche un …

castel dell ovo 260x160 - Virgilio e Napoli: storia di un legame profondo
Cultura
Virgilio e Napoli: storia di un legame profondo

“Mi ha generato Mantova, il Salento mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi“. Questo è l’epitaffio di Publio Virgilio Marone, il famosissimo poeta il cui monumento funebre è collocato nel Parco Virgiliano a Piedigrotta a Napoli. Virgilio era noto, oltre che per le sue doti poetiche anche per le sue doti magiche; veri e propri poteri che spesso venivano utilizzati per proteggere la sua amata Partenope, città dalla quale era stato dolcemente adottato. La sua leggenda era talmente grande che fu eletto protettore della città, fino a quando il buon San Gennaro non si sostituì ad egli (non se n’abbia a male il vate, tutto sommato fu sostituito da una figura che definire cardine per Napoli è quanto meno riduttivo). In realtà tale sostituzione fu fortemente voluta dalla Chiesa al fine di eliminare ogni forma di paganesimo, oltre che dai Normanni che molto poco rispettosamente ne profanarono le ossa. Lessi in un libro alcune tra le sue imprese, molte di queste sono davvero curiose: Costruzione di mura a protezione del centro abitato. Beh, fin qui nulla di strano. La cosa peculiare però è che scelse un ben poco consueto metodo di …

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