Lo strano caso del dottor Efisio Marini, detto “Il Pietrificatore”

Napoli Occulta
Tratto da: Napoli Occulta

La fissazione per i corpi, il sangue e la morte ha segnato la città per tutto il medioevo. Ma questa ossessione è riuscita anche, per dir così, a trasformarsi e ad entrare nella modernità.

È il caso del dottor Efisio Marini detto “Il Pietrificatore”, vissuto nell’Ottocento.

Il soprannome gli venne dato per via delle sue ricerche nel campo della conservazione di cadaveri e parti anatomiche.

Efisio Marini elaborò un metodo completamente personale di mummificazione che permetteva di pietrificare i cadaveri senza tagli o iniezioni sugli stessi. La pietrificazione era invertibile: era possibile restituire ai corpi pietrificati il colore e la consistenza originali.

Immaginate una persona schiva, che trafficava con pezzi di cadaveri, che mummificava con un procedimento segreto. E’ normale che fosse circondato da un alone sinistro creatosi intorno a lui anche a causa propria dimora, disseminata di reliquie anatomiche di persone e animali.

Morì a Napoli l’11 settembre del 1900 senza rivelare le formule per attuare il suo metodo di imbalsamazione.

Un alchimista o un mago, più che un dottore.

Il Museo Anatomico di Napoli conserva alcuni dei lavori di Efisio Marchini. E sono davvero cose per chi ha lo stomaco forte: tra le opere conservate c’è anche un lugubre tavolino ottenuto con sangue, cervello, bile e altre parti di corpo umano, pietrificate, sormontate dalla mano di una ragazza, pietrificata anch’essa.

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Napoli: basilica di San Pietro ad Aram

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