Cristalli di tempo: una nuova forma della materia

Vi rassicuro subito riguardo al fatto che non stiamo parlando di talismani, feticci o robaccia del genere. Ciò di cui a breve mi appresterò ad illustrarvi è qualcosa di scientifico, ed a quanto pare, tangibile.

I cristalli di tempo sono una nuova forma della materia la cui struttura atomica si ripete nel tempo anziché, come avviene per i normali cristalli, nello spazio.

cristalli di tempoPer la realizzazione di ciò, diversi team di esperti delle università del Maryland, della California, del Texas e di Harvard, si sono dati davvero da fare. La conferma della riuscita dei loro sforzi è stata svelata appena qualche giorno fa con una pubblicazione su Nature.

In pratica si è riusciti a portare, mediante due fasci laser, dieci ioni di itterbio in fase di non equilibrio, provocandone l’organizzazione in una struttura che oscilla ripetutamente e costantemente nel tempo.

Una condizione davvero suggestiva, che presumibilmente si rivelerà molto utile se impiegata nella tecnologia dei computer quantistici.

C’è da dire che la teoria alla base dei cristalli di tempo è abbastanza moderna e fu formulata nel 2012 da Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica.

L’idea di fondo fu relativamente semplice e si basò sull’immaginare materiali, parecchio curiosi, la cui struttura fosse capace di muoversi senza alcun dispendio energetico, anche nel loro stato fondamentale. Idea che è poi culminata, grazie ad Andrew Potter, dell’università del Texas, e Norman Yao, dell’università della California, in una vera è propria ricetta teorica per la realizzazione concreta di questi materiali davvero parecchio strani.

 

Albert Einstein And Niels Bohr
Scienza
La teoria della misurazione di Bohr

Spesso viene da chiedersi: “Cosa realizza la realtà?” Tratto da: Fisica quantistica per curiosi Esistono diverse risposte alla domanda “Cosa realizza la realtà?” e la prima risposta è contenuta nella teoria della misurazione di Bohr (scuola di Copenhagen), riportata nel testo dello studioso “Atomic theory in the description of nature” (Cambridge, 1934). Ed in essa si afferma che la riduzione della funzione d’onda avvenga a livello dello strumento di misura. Quest’ultima è l’interpretazione della meccanica quantistica maggiormente condivisa fra gli studiosi (nessuna speranza quindi che la coscienza dell’osservatore entri in ballo nel processo di realizzazione della realtà). Bohr volle subito eliminare la figura di un osservatore cosciente, e pensò immediatamente come sostituirlo con diversi artifizi. In pochi anni fu quindi messa a punto la versione definitiva della “interpretazione di Copenaghen”, la quale sostituì ad esso una “reazione termodinamica irreversibile”, affinché quindi lo stato non oggettivo potesse diventare uno stato oggettivo. La cosa fa nascere però alcune perplessità: sembrerebbe infatti impossibile che l’esistenza del mondo microscopico debba dipendere da eventi termodinamici irreversibili, ovvero eventi “macroscopici”. Non dovrebbe essere il contrario? Cioè che il macroscopico dipenda dal microscopico? Per questo ed altri motivi, molti fisici tra cui in primis Wigner (ne abbiamo parlato illustrando …

Asteroide
Scienza
Due anni di oscurità: così l’asteroide ha sterminato i dinosauri

Prima l’impatto del gigantesco asteroide, poi i terremoti e gli tsunami. Il cielo si riempie di fuliggine e la Terra sprofonda nell’oscurità per due anni: ecco come i dinosauri si sono estinti 66 milioni di anni fa dalla faccia del pianeta. SCOPERTE – Circa 66 milioni di anni fa un asteroide largo dieci chilometri si è schiantato sulla Terra, nella regione oggi conosciuta come penisola dello Yucatan. L’impatto del gigantesco asteroide ha causato terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche, ma soprattutto ha sollevato una coltre di fuliggine nell’atmosfera. I cieli si sono ricoperti di un manto nero e per due lunghi anni il pianeta è stato avvolto dall’oscurità. Le piante hanno smesso di eseguire la fotosintesi, il clima è cambiato e per i dinosauri sopravvissuti agli incendi e all’impatto non c’è stato scampo: tre quarti delle specie viventi sono scomparse durante l’estinzione del Cretaceo-Paleocene. Questo è lo scenario che spiega come è avvenuta l’estinzione dei dinosauri nello studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e condotto da Charles Bardeen, scienziato del National Center for Atmospheric Research (NCAR), in collaborazione con i ricercatori della NASA e della University of Colorado a Boulder. I ricercatori hanno stimato la quantità di fuliggine prodotta dagli incendi causati dall’impatto dell’asteroide e sono stati …

ScienzaI libri del blogPassione scritturaCollabora con noi