Cos’è il red shift?

pianeta 300x225 - Cos’è il red shift?Vi siete mai chiesti il motivo per cui la teoria del big bang è considerata molto attendibile?
Beh, uno dei motivi è da ricercarsi nelle caratteristiche dell’effetto Doppler.

Pensate alla sirena di un’ambulanza. Essa inizierà ad essere percepita più alta quando è in corsa passando accanto all’osservatore e continuerà ad essere avvertita più bassa mentre si allontana dall’osservatore. Per le galassie essenzialmente accade qualcosa di simile.

L’effetto Doppler, comune a tutte le onde, fu previsto per la prima volta dal fisico tedesco C. Doppler (1803-1853) per le onde sonore.
Esso consiste in un cambiamento della frequenza (numero di oscillazioni al secondo) di un’onda, rilevato quando la sorgente dell’onda e un osservatore sono in movimento l’una rispetto all’altro.

L’esempio dell’ambulanza è calzante.

In caso di avvicinamento la frequenza aumenta – avremo più onde nell’unità di tempo, mentre nel caso di allontanamento si avrà una diminuzione di onde nell’unità di tempo.

Ma cosa ha a che vedere con le galassie questo curioso fenomeno?

Vengo al punto. L’effetto Doppler si manifesta per qualsiasi fenomeno ondulatorio, anche per la luce, provocando in questo caso variazioni di colore.
La luce di una stella che si avvicina a noi ha una frequenza più elevata; tale situazione concorre a determinare uno spostamento verso il violetto dello spettro luminoso (blue shift).
Nel caso opposto, la luce di una stella in allontanamento, si avrà a che fare con una frequenza più bassa, la quale concorre a determinare uno spostamento verso il rosso dello spettro (red shift).
Ecco, è documentato ed osservato come gli spettri delle galassie tendano sempre verso la regione rossa dello spettro (segno che le galassie si stanno allontanando, in accordo con l’effetto Doppler).

Teniamo infine presente che lo spostamento verso il rosso è proporzionale alla distanza, da cui ricaviamo che: tutte le galassie si allontanano da noi, con velocità tanto più alta quanto più sono lontane (legge di Hubble).

Da: “Il mio gatto odia Schrodinger”
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Albert Einstein And Niels Bohr
Scienza
La teoria della misurazione di Bohr

Spesso viene da chiedersi: “Cosa realizza la realtà?” Tratto da: Fisica quantistica per curiosi Esistono diverse risposte alla domanda “Cosa realizza la realtà?” e la prima risposta è contenuta nella teoria della misurazione di Bohr (scuola di Copenhagen), riportata nel testo dello studioso “Atomic theory in the description of nature” (Cambridge, 1934). Ed in essa si afferma che la riduzione della funzione d’onda avvenga a livello dello strumento di misura. Quest’ultima è l’interpretazione della meccanica quantistica maggiormente condivisa fra gli studiosi (nessuna speranza quindi che la coscienza dell’osservatore entri in ballo nel processo di realizzazione della realtà). Bohr volle subito eliminare la figura di un osservatore cosciente, e pensò immediatamente come sostituirlo con diversi artifizi. In pochi anni fu quindi messa a punto la versione definitiva della “interpretazione di Copenaghen”, la quale sostituì ad esso una “reazione termodinamica irreversibile”, affinché quindi lo stato non oggettivo potesse diventare uno stato oggettivo. La cosa fa nascere però alcune perplessità: sembrerebbe infatti impossibile che l’esistenza del mondo microscopico debba dipendere da eventi termodinamici irreversibili, ovvero eventi “macroscopici”. Non dovrebbe essere il contrario? Cioè che il macroscopico dipenda dal microscopico? Per questo ed altri motivi, molti fisici tra cui in primis Wigner (ne abbiamo parlato illustrando …

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Scienza
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