Ufo
Frivolezze

Manicaretti cosmici

Un racconto umoristico sugli alieni La bambina osservava il suo gatto con espressione severa nei grandi occhi azzurro cielo. “Mio Dio, guardati, Fluffy. Un giorno dovrò decidermi a metterti a dieta”, dichiarò quindi con fare impertinente. Il micio non sembrava particolarmente toccato dalla considerazione, e si guardava intorno in cerca di qualcosa di commestibile. Era un primo pomeriggio d’estate, quando nessuno osa ancora popolare le strade e la canicola è tale che persino il sole sembra volersi rinfrescare tuffandosi flemmaticamente nell’oceano a sera, quando il giorno si dà vinto al caldo e alla noia. La ramanzina venne interrotta da un rumore assordante e da un odore di bruciaticcio proveniente dalla collina che sovrastava la villetta dove giocavano la bimba e il gatto: una grande astronave grigia e fumante si era appena appoggiata a terra su zampe lucide di metallo. Strane creature cineree e umanoidi scesero e si diressero verso la frugoletta. “Xampus, ci siamo: è arrivato il momento di agire. Accenda il traduttore chitammuonico.” “Operativo, Capo.” “Peccato che i terrestri non hanno il detto ‘rubare le caramelle ai bambini’, perché si adatterebbe perfettamente al momento. Salve, curiosa e giovane creatura terrestre: noi veniamo in pace, ma affamati. Sappi che siamo …

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