Albert Einstein And Niels Bohr
Scienza

La teoria della misurazione di Bohr

Spesso viene da chiedersi: “Cosa realizza la realtà?” Tratto da: Fisica quantistica per curiosi Esistono diverse risposte alla domanda “Cosa realizza la realtà?” e la prima risposta è contenuta nella teoria della misurazione di Bohr (scuola di Copenhagen), riportata nel testo dello studioso “Atomic theory in the description of nature” (Cambridge, 1934). Ed in essa si afferma che la riduzione della funzione d’onda avvenga a livello dello strumento di misura. Quest’ultima è l’interpretazione della meccanica quantistica maggiormente condivisa fra gli studiosi (nessuna speranza quindi che la coscienza dell’osservatore entri in ballo nel processo di realizzazione della realtà). Bohr volle subito eliminare la figura di un osservatore cosciente, e pensò immediatamente come sostituirlo con diversi artifizi. In pochi anni fu quindi messa a punto la versione definitiva della “interpretazione di Copenaghen”, la quale sostituì ad esso una “reazione termodinamica irreversibile”, affinché quindi lo stato non oggettivo potesse diventare uno stato oggettivo. La cosa fa nascere però alcune perplessità: sembrerebbe infatti impossibile che l’esistenza del mondo microscopico debba dipendere da eventi termodinamici irreversibili, ovvero eventi “macroscopici”. Non dovrebbe essere il contrario? Cioè che il macroscopico dipenda dal microscopico? Per questo ed altri motivi, molti fisici tra cui in primis Wigner (ne abbiamo parlato illustrando …

Asteroide
Scienza

Due anni di oscurità: così l’asteroide ha sterminato i dinosauri

Prima l’impatto del gigantesco asteroide, poi i terremoti e gli tsunami. Il cielo si riempie di fuliggine e la Terra sprofonda nell’oscurità per due anni: ecco come i dinosauri si sono estinti 66 milioni di anni fa dalla faccia del pianeta. SCOPERTE – Circa 66 milioni di anni fa un asteroide largo dieci chilometri si è schiantato sulla Terra, nella regione oggi conosciuta come penisola dello Yucatan. L’impatto del gigantesco asteroide ha causato terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche, ma soprattutto ha sollevato una coltre di fuliggine nell’atmosfera. I cieli si sono ricoperti di un manto nero e per due lunghi anni il pianeta è stato avvolto dall’oscurità. Le piante hanno smesso di eseguire la fotosintesi, il clima è cambiato e per i dinosauri sopravvissuti agli incendi e all’impatto non c’è stato scampo: tre quarti delle specie viventi sono scomparse durante l’estinzione del Cretaceo-Paleocene. Questo è lo scenario che spiega come è avvenuta l’estinzione dei dinosauri nello studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e condotto da Charles Bardeen, scienziato del National Center for Atmospheric Research (NCAR), in collaborazione con i ricercatori della NASA e della University of Colorado a Boulder. I ricercatori hanno stimato la quantità di fuliggine prodotta dagli incendi causati dall’impatto dell’asteroide e sono stati …

Diamanti Nettuno
Scienza

Una pioggia di diamanti dal cuore di Nettuno al piccolo laboratorio

Nel cuore dei grandi pianeti ghiacciati, come Urano e Nettuno, le condizioni di alta pressione producono una pioggia di diamanti scintillante. Un nuovo studio ha ricreato in laboratorio le estreme condizioni che si trovano all’interno dei pianeti e ha permesso di osservare il fenomeno in tempo reale. SCOPERTE – Prendere del polistirene, un composto plastico a base di idrogeno e carbonio e mettetelo sotto pressione, usando un potente strumento che crea violente onde d’urto e un potente laser ottico a raggi X. In questo modo sarete in grado di osservare la formazione di nanodiamanti, una reazione chimica che avviene anche all’interno dei grandi pianeti ghiacciati, per esempio Urano e Nettuno nel nostro Sistema Solare, e che provoca delle piogge scintillanti fino a creare un sottile strato di diamanti intorno al nucleo. A ricreare in laboratorio la formazione dei diamanti e a fotografarla – anche se il processo dura appena una manciata di femtosecondi, cioè un milionesimo di miliardesimo di secondo – sono stati i ricercatori guidati da Dominik Kraus, della Helmholtz Zentrum Dresden-Rossendorf, nello SLAC National Accelerator Laboratory. Il risultato ottenuto dagli scienziati è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy e rappresenta un grande traguardo non solo per l’astronomia, dato che ci racconta qualcosa in più sugli esopianeti e …

Serge Haroche
Citazioni

Fisica quantistica e sistemi macroscopici

“[Schrödinger] descrisse uno diabolico congegno per cui un felino diventerebbe entangled con un singolo atomo. Il sistema sarebbe descritto da una funzione d’onda che rappresenta, al tempo stesso, il gatto vivo con l’atomo eccitato e il gatto morto con l’atomo tornato nello stato fondamentale, dopo che il suo decadimento ha innescato il dispositivo letale. Gli esperti di fisica quantistica obietteranno che il gatto è un sistema complesso e aperto, che non può, neanche all’inizio del crudele esperimento, essere descritto da una funzione d’onda. Il ragionamento, tuttavia, solleva un’importante domanda: Perché, e come, la stranezza del mondo quantistico scompare nei sistemi macroscopici?” Serge Haroche (Casablanca, 11 settembre 1944) è un fisico francese, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 2012, insieme allo statunitense David Wineland, per la scoperta riguardante i metodi sperimentali che hanno permesso la misurazione e la manipolazione dei sistemi quantistici individuali.

atomo gatti1 260x165 - Il principio di indeterminazione di Heisenberg spiegato con dei gatti
Scienza

Il principio di indeterminazione di Heisenberg spiegato con dei gatti

Erano gli anni venti, quando il fisico tedesco Wernel Karl Heisenberg cominciò ad intrattenere una fruttuosa collaborazione con il fisico Danese Bohr, poi premio Nobel nel 1922. Fu infatti proprio una serie di letture di quest’ultimo che indussero il primo a lavorare sulla teoria quantistica, nella coraggiosa scelta di cercare di delineare i più profondi limiti di una idea, quella alla base dell’atomo di Bohr, tutto sommato alquanto consolidata. Il modello di quel tempo prevedeva una configurazione abbastanza intuitiva, tanto semplice da poter essere spiegata con dei gatti in corsa. Mettiamola in questo modo: poniamo qualsiasi cosa possa infastidire degli scaltri felini nel bel mezzo di una gigantesca stanza sgombra da mobili. Io me la immagino come una immensa stanza bianca, pulita, un ambiente adatto ad un esperimento rigoroso e di rilievo. Una stanza con tante corsie circolari divise tra loro da un leggero dislivello. Come scegliere l’elemento di disturbo da piazzare al centro? Ebbene, nel caso del mio gatto degli zampognari rappresenterebbero un esempio davvero calzante; oscuri figuri dal suono un po’ così, diciamo petulante e malinconico. Dovete sapere che per Ciccio, il felino di casa, il periodo natalizio è da considerarsi come un periodo dal fastidio oltre la …

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Scienza

A caccia della materia oscura con la nuova e più precisa mappa

SCOPERTE – Oltre 26 milioni di galassie osservate da più di 400 ricercatori della collaborazione internazionale Dark Energy Survey, DES, ha permesso la realizzazione della più precisa mappa della distribuzione di materia oscura nell’universo. Un risultato eccezionale, basato su appena un anno di presa dati dei 5 previsti e che ha già mostrato una compatibilità con un margine di errore di appena il 7% con la precedente mappa realizzata dai dati del satellite Planck dell’European Space Agency, ESA. Per la prima volta infatti gli scienziati sono stati in grado di osservare con estrema precisione l’immagine dell’universo attuale e con la stessa chiarezza con cui Planck ha permesso di osservare la sua infanzia, quando il cosmo aveva appena 380mila anni dopo il Big Bang. Avere a disposizione queste due istantanee dell’universo e poter combinare i dati ha inoltre permesso di individuare il filo, passo dopo passo, della sua evoluzione e la determinazione con una precisione senza precedenti delle costanti cosmologiche che guidano l’espansione dell’universo. Materia oscura, energia oscura: perché una mappa? Della materia oscura e dell’energia oscura ad oggi sappiamo ancora poco. Non conosciamo la loro forma, non sappiamo che tipo di forza esercitino, ma sappiamo che costituiscono rispettivamente il 26% e il 70% …

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Scienza

Campo magnetico Luna: quando è “morto”?

Un nuovo studio delle rocce lunari raccolte dalle missioni Apollo della NASA ha permesso di scoprire che il campo magnetico lunare è sopravvissuto molto più a lungo di quanto ipotizzato. Un risultato che apre nuovi interrogativi sull’abitabilità di esopianeti e dei loro satelliti. SCOPERTE – Quando è “morto” il campo magnetico della Luna? Se finora gli scienziati avrebbero risposto circa 3,56 miliardi di anni fa, la risposta si è rivelata sbagliata. Un nuovo studio sul magnetismo delle rocce lunari raccolte dalle missioni Apollo della NASA e analizzate dai ricercatori guidati da Sonia Tikoo della Rutgers University di New Brunswick hanno scoperto che il magnetismo lunare si è esaurito molto più lentamente di quanto ipotizzato, tra 2,5 e 1 miliardo di anni fa. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science Advances, apre nuovi interrogativi per gli astronomi sull’abitabilità di un pianeta come la Terra e del suo satellite, la Luna. Con l’esaurimento del magnetismo infatti le radiazioni del Sole non vengono più schermate e l’acqua si esaurisce, portando così alla morte del pianeta stesso. Un esempio? La desertificazione di Marte quando, 4 miliardi di anni fa, il suo campo magnetico è scomparso. A spiegare le implicazioni che il campo magnetico di un corpo celeste gioca nella sua abitabilità …

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Scienza

Onde gravitazionali, VIRGO si “sveglia”: la presa dati è iniziata

La caccia alle onde gravitazionali continua con l’entrata in funzione di VIRGO dopo le prime osservazioni del sistema di interferometri LIGO che hanno confermato la teoria della Relatività di Albert Einstein CRONACA – A quasi due anni dalla scoperta delle onde gravitazionali, con il primo storico “chimp” osservato dagli interferometri LIGO negli Stati Uniti il 14 settembre 2015, ecco che un nuovo strumento arriva nella caccia a questi oggetti. VIRGO, l’interferometro che parla italiano situato a Cascina vicino Pisa dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), è entrato in funzione il 1° agosto 2017. L’interferometro italiano è stato realizzato presso lo European Gravitational Observatory (EGO) e segna un passo in avanti fondamentale per il programma di ricerca delle onde gravitazionali. L’interferometro laser di tipo Michelson che si trova in Toscana è stato in pausa per 5 anni per permettere l’upgrade e così da VIRGO si è passati ad Advanced VIRGO, dove la sensibilità del rivelatore è stata portata oltre i 25 Megaparsec, l’unità di misura standard che corrisponde alla distanza alla quale è visibile la radiazione gravitazionale emessa da una coppia di stelle di neutroni grandi 1.4 volte il nostro Sole. La sensibilità che gli scienziati italiani sono riusciti a raggiungere è comunque inferiore a …

Calabi yau
Scienza

La teoria delle stringhe. Dal passato ai giorni nostri.

Tratto da: Fisica quantistica per curiosi Nasce proprio dal contrasto secolare tra relatività e meccanica quantistica, il desiderio di trovare una teoria che unifichi tutte le equazioni fisiche che conosciamo, una sorta di teoria capace di fungere da “punto di partenza” per descrivere tutte le particelle e tutte le forze fondamentali dell’universo. Tra le diverse teorie di ogni cosa, la più nota è certamente la teoria delle stringhe. Essa in pratica predice che nel piccolissimo, e parliamo dell’ordine di un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di centimetro, l’universo non sia popolato da particelle, quanto piuttosto da minuscole cordicelle. Sono proprio quelle a cui i fisici hanno dato semplicemente il nome di “stringhe”. C’è da premettere che questa teoria, per quanto affascinante, al momento non può ancora vantare alcuna verifica sperimentale, né diretta né indiretta. Seppur vale davvero la pena di essere studiata. Era l’anno 1968, anno in cui i fisici delle alte energie erano impegnati nello studio degli adroni, le particelle “forti” (tra cui troviamo il protone, il suo rappresentante più leggero), quando il giovane fisico di Firenze, Gabriele Veneziano, individuò una funzione matematica che parve descrivere molto accuratamente le reazioni tra le suddette particelle. L’interpretazione fisica di …

Albert Einstein
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La fonte dei conflitti tra religione e scienza secondo Einstein

La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. Albert Einstein (1879 – 1955), fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense.    

supernova onda astrofisica 260x165 - Una supernova in laboratorio? Come ti creo l’onda d’urto astrofisica
Scienza

Una supernova in laboratorio? Come ti creo l’onda d’urto astrofisica

SCOPERTE – Quando una stella supernova esplode, l’onda d’urto che genera è terrificante e trasporta con se raggi cosmici e particelle a velocità supersoniche. Ma anche un brillamento del Sole genera onde d’urto impressionanti, che si propagano dalla corona solare per chilometri nello spazio. Questi sono solo due esempi delle potentissime onde d’urtoastrofisiche, generate dall’interazione tra due plasma ad altissima energia, quella forma di materia composta da atomi e particelle atomiche cariche, che gli scienziati sono riusciti a ricreare in laboratorio. Studiare questi fenomeni, che letteralmente muovono le particelle cariche nell’intero universo, non è facile. Si pensi alle onde d’urto supersoniche che si originano da una supernova: la grandissima distanza a cui avviene il fenomeno, che è ben al di fuori dal nostro sistema solare, rende impossibile agli astrofisici studiarle nel dettaglio. Se poi volessimo studiare le onde d’urto che si verificano vicino alla Terra, come quelle dei brillamenti solari, il problema è la velocità con cui queste onde si propagano, dato che avendo un alto numero di Mach per una sonda spaziale rilevarne la formazione è complicato. E allora, come è possibile ricreare queste onde d’urto in scala e studiarle in un “semplice” laboratorio? Gli “ingredienti” di questa scoperta, dovuta al team di scienziati di Princeton …

Charles Darwin 1 260x165 - Darwin e l'evoluzione
Scienza

Darwin e l’evoluzione

Era il 24 novembre del 1859 quando Darwin, celebre biologo, naturalista e illustratore britannico, pubblicò “Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita”, meglio conosciuto come “L’origine delle specie” (per gli amici). Un’opera che è una pietra miliare. Nel tomo Darwin spiega la sua teoria, secondo cui “gruppi” di organismi di una stessa specie si evolvono in maniera graduale nel tempo attraverso un processo definito di “selezione naturale”. Va da sé come i creazionisti, rei di aver sempre ritenuto le specie come create da Dio, perfette e immutabili, abbiano cominciato a storcere alquanto il naso. Darwin fu subito consapevole delle implicazioni che la sua teoria avrebbe potuto avere sulla conoscenza di come abbia avuto realmente origine l’umanità e quindi cominciò a lavorare alla sua opera in segreto. Anche per timori legati ad una eventuale condanna per blasfemia (a quei tempi ci andavano giù pesanti con le punizioni, sappiatelo). Il libro fu pubblicato la prima volta il 24 novembre 1859, al prezzo di 15 scellini ed andò letteralmente a ruba. Ma in cosa consisteva la teoria di Darwin? Ve la spiego in parole povere. Ecco, immaginatevi una moltitudine di individui, …

Antonino Zichichi 260x165 - Antonino Zichichi, da "Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo"
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Antonino Zichichi, da “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”

“Né la Scienza né la Logica permettono di concludere che Dio non esiste. Nessun ateo può quindi illudersi di essere più logico e più scientifico di colui che crede. Chi sceglie l’Ateismo fa quindi un atto di Fede: nel nulla. Credere in Dio è più logico e più scientifico che credere nel nulla.” Antonino Zichichi (Trapani, 15 ottobre 1929) è un fisico e divulgatore scientifico italiano attivo nel campo della fisica delle particelle elementari. È professore emerito del dipartimento di fisica superiore dell’Università di Bologna ed è noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di divulgatore scientifico, essendo un prolifico autore di libri e saggi, e per le sue apparizioni televisive.

Albert Einstein
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Albert Einstein, la scienza e Dio.

La scienza, contrariamente ad un’opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguire finalità teologiche, poiché deve proporsi non solo di sapere com’è la natura, ma anche di sapere perché la natura è così e non in un’altra maniera, con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sé altre scelte quando creò il mondo. Albert Einstein (1879 – 1955), fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense.  

correnti oceaniche 260x165 - Le correnti oceaniche superficiali elaborate dalla NASA
Scienza

Le correnti oceaniche superficiali elaborate dalla NASA

Questa visualizzazione mostra le correnti oceaniche superficiali in tutto il mondo nel periodo che va dal giugno 2005 al dicembre 2007. La visualizzazione non include una narrazione o annotazioni; l’obiettivo era quello di utilizzare i dati di flusso oceanici per creare un’esperienza semplice e viscerale. Credits: NASA

high flux opt 260x165 - Il mutaforma quantistico: scoperto un nuovo tipo di transizione di fase quantistica
Scienza

Il mutaforma quantistico: scoperto un nuovo tipo di transizione di fase quantistica

In condizioni particolari, i materiali possono cambiare struttura, passando da uno stato della materia all’altro grazie a fluttuazioni quantistiche degli atomi stessi. SCOPERTE – Che cosa è la meccanica? Nient’altro che la parte della fisica che studia il moto dei corpi: fin qui, si sa, un qualunque studente di scuole superiori arriva agevolmente a rispondere. Passiamo ad una domanda più difficile: che cosa è la meccanica quantistica, e in che cosa differisce dalla meccanica classica? La risposta è più complessa, e le sue implicazioni più profonde alla portata di pochi specialisti: la meccanica quantistica prova a dare risposte sui fenomeni per i quali la sua controparte classica arranca, perché si manifestano sulle lunghezze microscopiche, inferiori o dell’ordine di quelle dell’atomo. In termini poco rigorosi, a livello macroscopico, ovvero quello degli eventi a cui ordinariamente assistiamo, vige un sostanziale determinismo: lo stato di moto di un oggetto o di un sistema si possono determinare univocamente note le condizioni iniziali e le forze che agiscono su di essi. Secondo la fisica contemporanea, a livello microscopico questo non è più strettamente possibile, perché energia, forza e altre grandezze fisiche non sono più “spalmate” in modo continuo nello spazio, ma sono disponibili unicamente come …

acceleratore cern opt 260x165 - L’indecidibilità approda nella fisica quantistica
Scienza

L’indecidibilità approda nella fisica quantistica

RICERCA – Una delle questioni fondamentali della fisica particellare e quantistica, quella dello spectral gap, non ha soluzione. Non esiste, cioè, un metodo matematico per definirlo come vero o falso ed è quindi “indecidibile“. Queste sono le conclusioni di uno studio dello University College di Londra pubblicato sulla rivista Nature che evidenziano, per la prima volta, questo limite matematico in un problema fisico. Al di là della rilevanza teorica dello studio, i risultati sono importanti perché mostrano che anche una perfetta descrizione delle proprietà microscopiche di un materiale non sono sufficienti a predire il suo comportamento macroscopico, come per esempio le sue potenzialità conduttive a temperatura ambiente. Cose da far rivedere l’approccio allo studio dei semiconduttori e superconduttori. Lo spectral gap, ovvero l’energia necessaria per trasferire un elettrone a uno stato di eccitamento, è una proprietà fondamentale per definire se un materiale può essere o meno un superconduttore. Si definiscono superconduttori quei materiali in grado di porre una resistenza nulla al passaggio di una corrente elettrica a determinate temperature e di espellere i campi magnetici presenti al loro interno. Per dare una dimensione “terrena” ai superconduttori basta pensare che il loro utilizzo spazia dall’LHC al CERN di Ginevra alla costruzione di magneti …

Leon M. Lederman
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La fisica non è una religione

“La fisica non è una religione. Se lo fosse, sarebbe per noi molto più facile raccogliere denaro.” Leon Max Lederman (New York, 15 luglio 1922) è un fisico statunitense. Ha vinto il Premio Nobel per la fisica nel 1988 per i suoi lavori sui neutrini.

eruzioni solari 260x165 - Eruzioni solari di Aprile
Scienza

Eruzioni solari di Aprile

L’Osservatorio Solar Dynamics della NASA, che osserva costantemente il sole, ha catturato il 2 e 3 Aprile di quest’anno delle spettacolari immagini relative a tre eruzioni solari. Credits: NASA

clock 407101 640 260x165 - Cristalli di tempo: una nuova forma della materia
Scienza

Cristalli di tempo: una nuova forma della materia

Vi rassicuro subito riguardo al fatto che non stiamo parlando di talismani, feticci o robaccia del genere. Ciò di cui a breve mi appresterò ad illustrarvi è qualcosa di scientifico, ed a quanto pare, tangibile. I cristalli di tempo sono una nuova forma della materia la cui struttura atomica si ripete nel tempo anziché, come avviene per i normali cristalli, nello spazio. Per la realizzazione di ciò, diversi team di esperti delle università del Maryland, della California, del Texas e di Harvard, si sono dati davvero da fare. La conferma della riuscita dei loro sforzi è stata svelata appena qualche giorno fa con una pubblicazione su Nature. In pratica si è riusciti a portare, mediante due fasci laser, dieci ioni di itterbio in fase di non equilibrio, provocandone l’organizzazione in una struttura che oscilla ripetutamente e costantemente nel tempo. Una condizione davvero suggestiva, che presumibilmente si rivelerà molto utile se impiegata nella tecnologia dei computer quantistici. C’è da dire che la teoria alla base dei cristalli di tempo è abbastanza moderna e fu formulata nel 2012 da Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica. L’idea di fondo fu relativamente semplice e si basò sull’immaginare materiali, parecchio curiosi, la cui struttura fosse …

Standard Model of Elementary Particles.svg  - Modello standard: capiamo di cosa si tratta
Scienza

Modello standard: capiamo di cosa si tratta

Quante volte, nel momento in cui avete sentito parlare di “Modello standard”, vi siete chiesti esattamente di cosa parliamo? Ebbene, il Modello standard (MS) è una teoria fisica che descrive tre delle quattro forze fondamentali note: l’interazione forte, l’interazione elettromagnetica e l’interazione debole (le ultime due unificate nell’interazione elettrodebole); e tutte le particelle elementari ad esse collegate. In parole povere, i fisici hanno elaborato una teoria che vuole descrivere sia la materia che le forze (interazioni) dell’Universo. E per fare ciò hanno impiantato tale sistema sulla base di poche particelle ed interazioni fondamentali. Le idee chiave sono: Esistono delle particelle che sono i costituenti fondamentali della materia. Esistono delle particelle che sono mediatrici di forza. Le interazioni tra le particelle fondamentali di materia avvengono tramite lo scambio di particelle mediatrici di forza (un esempio di particella relativa alla interazione elettromagnetica, è il fotone). Il Modello Standard è una buona teoria, in quanto gli esperimenti fatti sono stati in grado di verificarla con un’incredibile precisione e quasi tutte le sue previsioni si sono rivelate corrette. Esso però non riesce a spiegare tutto. Ad esempio la forza gravitazionale non è inclusa in tale modello (e non è nemmeno compatibile con la Relatività generale). …

opportunity 260x165 - Opportunity ed i suoi primi 13 anni su Marte
Scienza

Opportunity ed i suoi primi 13 anni su Marte

Il 24 gennaio 2017 il rover Opportunity ha festeggiato i suoi primi 13 anni su Marte. E’ diventato ufficialmente un adolescente! (e come tale effettivamente si comporta). Godetevi il video in cui la NASA ironizza sui sei motivi per cui Opportunity si comporta come un teenager e buon divertimento! Credits: NASA

ccfid 113386 2016277154705 image 1024x681 1 260x165 - Il Sahara dalla Stazione Spaziale Internazionale
Scienza

Il Sahara dalla Stazione Spaziale Internazionale

I meravigliosi colori del deserto del Sahara della Libia Occidentale. Questa foto è stata scattata dalla Sally Ride EarthKAM, una telecamera della Stazione Spaziale Internazionale. Credits: NASA La particolarità di questa telecamera è che la EarthKAM, posizionata in una finestra del portello rivolto verso la Terra del modulo Harmony, è  programmata da terra da studenti delle scuole medie in modo da poter definire gli obiettivi sulla terra e scaricare le immagini. Il programma EarthKAM fornisce agli studenti il controllo diretto di uno strumento su un veicolo spaziale in orbita terrestre, insegnando loro scienze ambientali, geografia e comunicazioni spaziali. Il progetto è stato avviato dal Dr. Sally Ride, prima donna americana nello spazio, nel 1995 e chiamato KidSat. La fotocamera ha volato su cinque voli dello space shuttle prima di essere ricollocato sulla Stazione Spaziale nel 2001. Autore: Fiorenzo Foglia

Alieni
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Equazione di Drake: parliamo di civiltà aliene

L’equazione di Drake: la formula matematica utile a stimare il numero di civiltà extraterrestri esistenti in grado di comunicare nella nostra galassia. Avete presente quando avete avete fatto tardi con gli amici davanti al bar del paese, sono le tre di notte, tutti gli argomenti di conversazione si sono esauriti, e iniziate a farvi l’un l’altro domande stupide del tipo “Ma da qui alla fontana quanti metri ci sono?”, “Ma il campanile quanto è alto?” e ad accapigliarvi sulle risposte date facendo delle stime grossolane e basate su numeri sparati a casaccio? Ecco, forse deve essere capitato qualcosa di simile all’astronomo e astrofisico statunitense Frank Drake quando, magari davanti a qualche lattina di Bud, qualche amico gli avrà chiesto “ma secondo te, quante civiltà aliene esistenti sarebbero in grado di comunicare nella nostra galassia?” A questa domanda Frank Drake rispose alla maniera di un astrofisico: nel 1961 formulò quella che oggi è conosciuta come l’Equazione di Drake. Questa equazione cerca di stimare il numero di civilità estraterrestri in fase tecnologica in base ad una serie di parametri. L’equazione è la seguente: dove: N è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare …

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